There are no translations available.

Nei giorni 2 - 5 gennaio 2010 si è svolto a Roma l'incontro formativo dell'ISO italiano,
sotto la sapiente guida dell'assistente Spirituale Nazionale don Enrico Casolari .

 

Commentando il prologo del Vangelo di Luca (1,1-4), si è riflettuto sull' immagine del cammino di Gesù verso Gerusalemme. Un cammino che, come quello di ciascun uomo, si snoda attraverso tappe, incontri, parole da udire e da dire. Un cammino che ha una coloritura spazio - temporale ben precisa e che come Teofilo, "amico di Dio", ci trova conoscitori dell' avvenimento Gesù, ma pur sempre bisognosi di conferme nella solidità della fede.
Un cammino, quello spirituale, che non può prescindere dalla stessa esigenza dichiarata dall' evangelista Luca nel prologo:"scrivere un resoconto ordinato" dell'avventura con Dio, per essere pedagogicamente sostenuti e riconfermati nella validità di una scelta e per lasciare rinnovare la vita dalla forza del Vangelo, passando attraverso il tempo dell'attesa, della crisi, del compimento.

Dinanzi alla "Sacra Culla", venerata come la culla che accolse il corpo di Gesù Bambino, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, l'ISO italiano ha celebrato  l'Eucaristia e subito dopo si è soffermato a riflettere sui documenti pubblicati a seguito della terza Assemblea Generale.

Don Enrico ha ribadito quanto stabilito al punto 1.5 degli Atti dell' Assemblea - compito dell ISO è promuovere lo  studio e la  divulgazione dei documenti pontifici - ha poi guidato la riflessione assumendo e condividendo con le partecipanti il  messaggio  per la 14^ giornata mondiale della vita consacrata, dal titolo "Una vita intagliata nell'essenziale"

Il testo succitato, nelle sue prime battute, indica, alle anime di vita consacrata, il curato d'Ars come una "finestra aperta sul  cielo" dalla quale lasciare entrare come vento gagliardo il "desiderio costante di una vita contemplativa".

San Giovanni Maria Vianney pare rivolgere, ai consacrati, due inviti ben precisi.

"Il primo è strettamente connesso al nucleo più intimo del suo essere: la sua vita personale ed il suo ministero hanno sempre avuto al centro la ricerca di una pura e semplice essenzialità. La vita consacrata non è forse una chiamata a essere testimoni dell'essenziale?
Vi è poi un secondo invito: quello di coltivare la compagnia dei santi."

La conoscenza della storia della santità, porre a modello figure come quella del curato d'Ars, "è fonte di grande illuminazione e conforto" e conditio sine qua non per "discernere il presente e affrontare le responsabilità che ci sono affidate".
La santità, veicolata da uomini come Giovanni Vianney, da Luigi Orione, e tanti tanti altri ancora "ci immerge nelle profondità del Vangelo".

La Commissione episcopale per il clero e la vita consacrata, in questo messaggio per la 14^ Giornata mondiale della vita consacrata, conclude con la seguente esortazione:
"Se la nostra compagnia diventerà sempre più quella dei santi, saremo aiutati a comprendere la volontà di Dio per ciascuno di noi e saremo dolcemente sospinti a darvi una risposta positiva e generosa."

Graditissima la presenza e lo scambio fraterno con alcuni sacerdoti orionini : don Stefano Bortolato, don Alessio Cappelli, don Silvestro Sowizdrzal che con la loro semplicità hanno fatto sperimentare al gruppo delle consacrate lo "spirito di famiglia" tanto caro a Don Orione.

La Responsabile Generale Rita Orrù

con alcune sorelle dell'ISO