CIÒ CHE ABBIAMO CONTEMPLATO,
LO ANNUNCIAMO ANCHE A VOI!
TRADIZIONE, ESPERIENZA PERSONALE E MISSIONE DELL'ISO
alla luce della 1 Giovanni e Don Orione
- Esperienza di Gesù nella nostra vita
1 Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita 2
4 Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia perfetta.
DIO SOLO
Ieri mi trovavo nella camera di un buon prete e là mi cadde lo sguardo su queste parole: Dio solo!
Il mio sguardo in quel momento era pieno di stanchezza e di dolore, e la mente ripensava a tante giornate piene di affanno come quelle di ieri, e sopra il turbinio di tante angosce, e sopra il suono confuso di tanti sospiri, mi pareva fosse la voce affabile e buona del mio angelo: Dio solo!, anima sconsolata, Dio solo! E mi pareva che l'anima si rialzasse, e che una voce di pace e di conforto scendesse da quel cuore trafitto, e mi invitasse a salire in alto, a confidare a Dio i miei dolori e a pregare.Che silenzio dolce e pieno di pace! e nel silenzio andavo ripetendo tra me Dio solo! E allora vidi dietro di me la ragione delle pene presenti: vidi che invece di cercare nel mio lavoro di piacere a Dio solo! era da anni che andavo mendicando la lode degli uomini, ed ero in una continua ricerca, in un continuo affanno di qualcuno che mi potesse vedere, apprezzare, applaudire, e conchiusi tra me: bisogna cominciare vita nuova anche qui: lavorare cercando Dio solo!
• CAMMINARE NELLA LUCE
c. 16 Se diciamo che siamo in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, mentiamo e non mettiamo in pratica la verità.
7 Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato.
8 Se diciamo che siamo senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi.
9 Se riconosciamo i nostri peccati, egli che è fedele e giusto ci perdonerà i peccati e ci purificherà da ogni colpa.C.2 1 Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto. 2 Egli è vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.
6 Chi dice di dimorare in Cristo, deve comportarsi come lui si è comportato.
7 Carissimi, non vi scrivo un nuovo comandamento, ma un comandamento antico, che avete ricevuto fin da principio. Il comandamento antico è la parola che avete udito. 8 E tuttavia è un comandamento nuovo quello di cui vi scrivo, il che è vero in lui e in voi, perché le tenebre stanno diradandosi e la vera luce gia risplende. 9 Chi dice di essere nella luce e odia suo fratello, è ancora nelle tenebre. 10 Chi ama suo fratello, dimora nella luce e non v'è in lui occasione di inciampo. 11 Ma chi odia suo fratello è nelle tenebre, cammina nelle tenebre e non sa dove va, perché le tenebre hanno accecato i suoi occhi.
• Ciò che passa e ciò che resta
12 Scrivo a voi, figlioli, perché vi sono stati rimessi i peccati in virtù delsuo nome.
13 Scrivo a voi, padri, perché avete conosciuto colui che è fin dal principio.
Scrivo a voi, giovani, perché avete vinto il maligno.14 Ho scritto a voi, figlioli, perché avete conosciuto il Padre.Ho scritto a voi, padri, perché avete conosciuto colui che è fin dal principio.
Ho scritto a voi, giovani, perché siete forti, e la parola di Dio dimora in voi e avete vinto il maligno. 15 Non amate né il mondo, né le cose del mondo! Se uno ama il mondo, l'amore del Padre non è in lui; 16 perché tutto quello che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo. 17 E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno!
• avremo un grande rinnovamento se avremo una grande carità
Viviamo in un secolo che è pieno di gelo e di morte nella vita dello spirito.
Chi darà vita a questa generazione morta alla vita di Dio, se non il soffio della Carità di Gesù Cristo? Noi dobbiamo chiedere a Dio non una scintilla di Carità, ma una fornace di Carità
da infiammare noi e da rinnovellare il freddo e gelido mondo. L'effusione del Cuore di Dio non va perduta per i mali della terra, e l'ultimo a vincere è Lui, sarà il Signore! E il Signore vince sempre nella misericordia! Chi vince diversamente passa, e non se ne parla più! Tutto passa: solo Cristo resta! E' Dio, e resta! Resta per illuminarci, resta per consolarci, resta per dare a noi, nella sua vita, la sua misericordia! Gesù resta e vince, ma nella misericordia! Sia benedetto in eterno il tuo nome, o Gesù!
Non i suoi miracoli, non la sua resurrezione mi hanno vinto, ma la sua Carità: quella Carità che ha vinto il mondo! E oggi, nel mondo intero, si celebra il « Natale », la « Sacra Notte » della « nascita di Gesù ».
E per tutto è una gioia serena, una grande, universale gioia!La bontà del Signore ci attira in mezzo agli aridi e dolorosi smarrimenti della vita; il celeste chiarore di questa mistica notte del Santo Natale attrae anche le anime più lontane -viandanti traviati o smarriti-, come attrae il chiarore del casolare paterno nella foresta oscura.Oh divina luce di Gesù Bambino! Ah soave e santa bontà di Dio e della Chiesa di Dio!
Fratelli, siamo buoni della bontà del Signore, e poi non temete mai che la vostra opera vada perduta: ogni parola buona è soffio di Dio: ogni santo e grande amore di Dio e degli uomini è immortale! La bontà vince sempre: essa ha un culto segreto anche nei cuori più freddi, più solitari, più lontani. L'amore vince l'odio; il bene vince il male; la luce vince le tenebre! Tutto l'odio, tutto il male, tutte le tenebre di questo mondo, che sono mai davanti alla luce di questa notte di Natale? Nulla! Davanti a Gesù, e a Gesù Bambino, sono proprio un nulla! Confortiamoci ed esultiamo nel Signore!
Parliamone tra noi:
quale elaborazione personale stiamo vivendo
tra la tradizione ricevuta e la nostra esperienza di Gesù, della preghiera,della fede?
Tra esperienza grazia ed esperienza nostra fragilità.
Tra ciò che passa e ciò che resta,
quale visione ecclesiale e atteggiamento missionario verso la gente...
Dio è più grande del nostro cuore c. 3
18 Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma coi fatti e nella verità. 19 Da questo conosceremo che siamo nati dalla verità e davanti a lui rassicureremo il nostro cuore 20 qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa. 21 Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio; 22 e qualunque cosa chiediamo la riceviamo da lui perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quel che è gradito a lui.
c. 4.17 Per questo l'amore ha raggiunto in noi la sua perfezione, perché abbiamo fiducia nel giorno del giudizio...18 Nell'amore non c'è timore, al contrario l'amore perfetto scaccia il timore, perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell'amore.
• Quali ispirazioni vengono da Dio?
C 4 1 Carissimi, non prestate fede a ogni ispirazione, ma mettete alla prova le ispirazioni, per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono comparsi nel mondo. 2 Da questo potete riconoscere lo spirito di Dio: ogni spirito che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio; 3 ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio.
• Dov'è carità e amore là c'è Dio
C.4 Carissimi, se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. 12 Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi.
13 Da questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha fatto dono del suo Spirito. 14 E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo.15 Chiunque riconosce che Gesù è il Figlio di Dio, Dio dimora in lui ed egli in Dio. 16 Noi abbiamo riconosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi. Dio è amore; chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui.
• Ami Dio se ami il fratello, ami il fratello se ami Dio!!!
c. 4 19 Noi amiamo, perché egli ci ha amati per primo. 20 Se uno dicesse: "Io amo Dio", e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. 21 Questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche il suo fratello.C.5 1 Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato.2 Da questo conosciamo di amare i figli di Dio: se amiamo Dio e ne osserviamo comandamenti, 3 perché in questo consiste l'amore di Dio, nell'osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi. 4 Tutto ciò che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha sconfitto il mondo: la nostra fede.
• abbandonarmi nelle tue braccia, sereno e tranquillo
O Divina Provvidenza, o Divina Provvidenza! Nulla è più amabile e adorabile di Te, che mater¬namente alimen¬ti l'uccello dell'aria e il fiore del campo: i ricchi e i poverelli! Tu apri le vie di Dio e compi i grandi disegni di Dio nel mon¬do! In Te ogni nostra fiducia, o Santa Provvidenza del Signore, perchè Tu ci ami assai più che noi amiamo noi stessi! No, che col divino aiuto non Ti voglio più indagare: no, che non Ti voglio più storpiare; ma solo voglio interamente abbandonarmi nelle tue braccia, sereno e tranquillo. Fa che Ti prenda come sei, con la semplicità del bambino, con quella fede larga che non vede confini!!
Dà a me, povero servo e ciabattino tuo, e alle anime che pregano e lavorano in silenzio e sacrificio di vita intorno ai poverelli, dà ai cari benefattori nostri quella latitudine di cuore, di carità che non misura il bene col metro, né va con umano calcolo: la carità che è soave e dolce, che si fa tutta a tutti: che ripone la sua felicità nel poter fare ogni bene agli altri silenziosamente:.O santa Divina Provvidenza! anima Tu, conforta e largamente ricompensa in terra e in cielo quanti, nel nome di Dio, fanno da padre, da madre, da fratelli, da sorelle agli infelici. Foglietto volante del 20.6.1927
Ci vuole Gesù... Ci vuole Gesù
I cari fratelli ricoverati devono avere tanta pietà e divozione alla SS.ma Eucaristia da imitare ed emulare i primitivi cristiani; e allora davvero che la Divina Provvidenza ci assisterà e non ci mancherà, e il Piccolo Cottolengo diventerà la Cittadella spirituale di Genova e della nostra cara Congregazione. Altro che la lanterna, che sta sullo scoglio! Il Piccolo Cottolengo sarà un faro gigantesco, che spanderà la sua luce e il suo calore di carità spirituale e corporale anche oltre Genova e oltre l'Italia. Ma ci vuole Gesù Cristo! Ci vuole Gesù.. Ci vuole Gesù!
E Gesù tutti i giorni; e non fuori di noi, ma in noi, e non solo spiritualmente, ma sacramentalmente.
Non forzare nessuno, no, mai! Ma parlarne con l'amore di Dio nel cuore e sulle labbra, con quelle espressioni vive che toccano e convincono e trasportano; poi penserà Nostro Signore a trasformare e a trasfigurare noi e i nostri cari poveri in Lui. Egli sarà la vita, il conforto e la felicità nostra e di quelli che la sua mano ci conduce.
Il Piccolo Cottolengo deve essere tutto e solo basato sulla SS.ma Eucaristia: non vi è altra base, non vi è altra vita, sia per noi che per i nostri cari poveri. . Non basta pensare a dare loro il pane materiale; prima del pane materiale dobbiamo pensare a dare loro il pane eterno di vita, che è l'Eucaristia.. La miglior carità che si può fare ad un'anima è di darle Gesù! E la più dolce consolazione che possiamo dare a Gesù è di dargli il possesso di un'anima.
Questo è il vero suo regno
IL MAGNIFICAT
- Canto degli ANAWIM... Maria intona il cantico di tutti i poveri del mondo! Cfr i 7 verbi che indicano l'agire "strano" di Dio...E' il canto di chi ha sperimentato la salvezza
- La prima parte: Maria rende grazie per quanto Dio ha operato in lei (46-50)
- Seconda parte: estende a tutti gli uomini quanto ha operato in lei. E' l'agire di Dio espresso in 7 verbi
46 Allora Maria disse:
" L'anima mia magnifica il Signore 47 e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
48 perché ha guardato l'umiltà della sua serva.
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
49 Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome:
50 di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono.
51 Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
52 ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili;
53 ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi. 54 Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, 55 come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre".
56 Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
Maria rende grande il Signore... lo magnifica, lo grandifica...
La conseguenza è la gioia dello spirito
Dio solo essendo Altissimo, può guardare solo verso il basso: la bassezza di Maria accettata, vissuta bene, lo attira.
Maria è come il nulla, il vuoto assoluto ...che solamente può ricevere il tutto! L'unica cosa da fare con Dio è fare il vuoto!
Maria sa di non meritare...superata in Lei ogni ansia religiosa e ogni sete di di perfezione nostra!!! C'è in lei la pace di chi riconosce la propria nullità, unico presupposto per essere riempita dal TUTTO!
Tutti la diranno beata non per la sua ...umiltà come virtù ma per quanto Dio ha operato in lei: il vuoto terrestre (humus: terra...) riempito da Dio. Dio guarda Maria e il suo sguardo opera: fa cose grandi: la più grande: dona se stesso!
In questo senso Dio è santo: diverso da tutti gli dei che danno benefici ai mortali se sono bravi... Si realizza così la prima domanda del Padre nostro: sia santificato il tuo nome: sia riconosciuto e lodato questo modo di fare di Dio: riempire di se una povera creatura.
In una parola MISER-COR-DIA: è riassunto l'essere e l'operato di Dio: qualcosa di viscerale e materno: l'essenza di Dio è amore materno di Dio verso i suoi piccoli... In questo modo Maria, seconda Eva, corregge l'occhio cattivo di Eva che aveva guardato a Dio come a uno geloso della sua grandezza e preoccupato che l'uomo potesse conoscere ed essere simile a Lui
E ora con 7 verbi viene espresso che quanto ha fatto in Maria è l'abituale agire di Dio con gli uomini:
Ciò che si compie in Maria è il compimento della promessa fatta ad Abramo: stesso contenuto impossibile e fatto a gente poveretta...
anziani, senza figli...vergine...
cfr 1Cor "Dio sceglie ciò che non è ..."la debolezza di Dio più potente della forza umana"
Come sole che sorge... pregando il "Benedetto" col cuore di Don Orione
Gesù: l'amore fedele di Dio
Benedetto il Signore, Dio d'Israele perché ha visitato e redento il suo popolo
- e ha suscitato per noi una salvezza potente nella casa di Davide suo servo,
- come aveva promesso per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo,
- salvezza dai nostri nemici e dalle mani di quanti ci odiano Adoriamo, o fratelli e figliuoli, il nostro Dio grande e nostro Salvatore, e, in questo suo Natale, abbandoniamoci alla più santa gioia dello spirito. Patriarchi e Profeti lo videro in spirito ed esultarono: era solo una speranza, una promessa, un raggio di luce. Quali sentimenti di ineffabile riconoscenza non dobbiamo avere noi che possediamo quel Bene che essi sospirarono e che non videro che tanto di lontano!(L. II, 307)
E noi?
Tenendo fisso lo sguardo su Gesù, benediciamo Dio Padre per la fedeltà alle sue promesse e rinnoviamo la nostra speranza: se Dio è per noi e con noi, chi sarà contro di noi?
Con Gesù: liberi per amare
Così Egli ha concesso misericordia ai nostri Padri e si è ricordato della sua santa alleanza;
- del giuramento fatto ad Abramo nostro Padre di concederci, liberati dalle mani dei nemici,
- di servirlo, senza timore, in santità e giustizia al suo cospetto per tutti i nostri giorni.
Miei figli, viviamo in Gesù! Perduti nel suo cuore, affocati d'amore. Viviamo di Gesù come bambini tra le sue braccia, santi e irreprensibili sotto il suo sguardo. Viviamo per Gesù! Tutti e tutto per Gesù; niente fuori di Gesù, niente che non porti a Gesù, che non respiri Gsù!
E noi?
Tenendo fisso lo sguardo su Gesù, ritroviamo il fondamento della nostra fiducia e la forza di servirlo in libertà di spirito e santità di vita, tutti i nostri giorni!
Gesù: il volto di Dio
- E tu, Bambino, sarai chiamato Profeta dell'Altissimo, perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade
- per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati,
Questo re non fece del male a nessuno, fece del bene a tutti; Egli stese la mano ai peccatori, andò loro incontro, sedendo e mangiando pur con essi, ad ispirare fiducia... Posò dolcemente la mano sulla fronte febbricitante dei malati e li guarì da ogni languore. Toccò gli occhi dei ciechi nati, ed essi ci videro e videro in lui il Signore...
E noi?
Tenendo fisso lo sguardo su Gesù, vogliamo riscoprire la nostra missione di piccoli profeti inviati a preparare la strada al Signore nel cuore dei fratelli, dicendo sempre, a tutti una parola di speranza e di pace.
Con Gesù, sulla via della pace
Grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio per cui verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge,
- per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell'ombra della morte
- e dirigere i nostri passi sulla via della pace. O Gesù dolce, Gesù amore! Noi ti vogliamo amare e servire in carità grande e santa letizia, sempre contenti per la beata speranza... Inebriati delle celesti delizie del tuo santo Natale, null'altro ti domandiamo, o Gesù, che di amarti, di amarti, di amarti! E che la pace si diffonda consolatrice su tutta quanta la terra.
Ti amo, o Gesù, ti amo, e ti amo !
- Apro un libro di pensieri serafici, ammassati dai Santi nei loro intimi colloqui con Dio; pagine preziose, dalle quali già trassi lumi e grazie in copia; ma il libro mi si chiude tra le mani, né so più leggere fino a che non abbia gettato tutto il mio povero cuore nel Tuo: Signore Gesù, Ti amo, Ti amo e Ti amo !
Non sciolgo inni di lode, né prego quasi, penso; penso a Te, che mi sei così vicino: al Tuo cuore che non mi sarà mai straniero né freddo: al Tuo amore, che è sempre uguale a se stesso ! Oggi ero molto afflitto, o mio Dio, e mi pareva proprio di non potere più tirare avanti, - adesso invece i dolori non mi turbano più, e sono contento di patire. O Signore, amore soavissimo e vita mia, fa che da ogni ferita di spina, che mi trafigge l'anima, esca la gran voce del mio amore: Ti amo, o Gesù mio, Ti amo e Ti amo !
A Te, che vegli, apro il mio cuore, con Te esamino le occupazioni della giornata: a Te espongo pensieri ed affetti; ascolto la voce Tua, studio il Tuo volere, mentre Ti guardo e Ti amo, Ti amo e Ti amo ! E anche Tu mi ami; oh se mi ami ! Dimmi una parola, o Signore, che mi additi il sentiero nel quale Tu vuoi che io cammini; illuminami, o Signore, con un raggio di Tua luce divina, che le tenebre si addensano intorno a me: ed io Ti risponderò che Ti amo, Ti amo e Ti amo !Scr. 92. 91; O.D.P. 17-I-1900
Il vero sole
Oh, il vero Sole!...Sole di cui il sole fisico non è che una sbiadita immagine! Quanto fui cieco di Te, quanto restio ai tuoi effetti, o Gesù! Tu sei veramente la luce del mondo. Il mondo che non Ti conosce ancora è cieco. Il mondo che Ti ha rigettato è tornato a essere cieco. Vorrei far capire ai miei fratelli che la vera luce non è quella del sole, né quella dell'umana sapienza, né quella delle splendide vesti,né quella delle splendide abitazioni, né quella di un nome di risonanza mondiale. La vera luce è Gesù, e Gesù maggiormente si gode nella maggiore assenza delle altre luci. (Frate Ave Maria, "Lettere dall'eremo")
...E NOI CHE DOBBIAMO FARE?
Per la riflessione e preghiera personale
• situazione degli istituti secolari:
- entusiasmo dopo la Provvida Mater e dopo la GS: consacrazione e secolarità... vicinanza alla gente, incarnazione, simpatia con il mondo.
- Perché oggi è venuto meno questo entusiasmo? Manca la stabilità delle congregazioni e l'entusiasmo dei movimenti? Via di mezzo tra vita secolare e vita religiosa? Anche mancanza di radicalità?
• piste per un rilancio
1. coscienza della secolarità: lettera a Diogneto
2. coscienza della consacrazione seria e totale - radicalità consigli evangelici e vita liturgica
3. impegno evangelizzazione: integrità morale, carità, impegno giustizia
4. portare spiritualità nel mondo d'oggi: i voti per ecologia spirituale nel mondo
5. formazione iniziale e permanente seria: fedeltà creativa
• MEZZI PER ALZARSI E CAMMINARE
1. il segreto della preghiera: pregare in segreto il Padre
" Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe."
2. Vita fraterna nell'amore
|P42 . La vita fraterna, intesa come vita condivisa nell'amore, è segno eloquente della comunione ecclesiale. Essa viene coltivata con particolare cura dagli Istituti religiosi e dalle Società di vita apostolica, ove acquista speciale significato la vita in comunità. Ma la dimensione della comunione fraterna non è estranea né agli Istituti Secolari né alle stesse forme individuali di vita consacrata. CFR REGOLA DI VITA
3. apostolato della consacrata laica orionina
ATTI C. 3 La guarigione dello storpio
1 Un giorno Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera verso le tre del pomeriggio. 2 Qui di solito veniva portato un uomo, storpio fin dalla nascita e lo ponevano ogni giorno presso la porta del tempio detta "Bella" a chiedere l'elemosina a coloro che entravano nel tempio. 3 Questi, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, domandò loro l'elemosina. 4 Allora Pietro fissò lo sguardo su di lui insieme a Giovanni e disse: "Guarda verso di noi". 5 Ed egli si volse verso di loro, aspettandosi di ricevere qualche cosa. 6 Ma Pietro gli disse: "Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!". 7 E, presolo per la mano destra, lo sollevò. Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono 8 e balzato in piedi camminava; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio. 9 Tutto il popolo lo vide camminare e lodare Dio 10 e riconoscevano che era quello che sedeva a chiedere l'elemosina alla porta Bella del tempio ed erano meravigliati e stupiti per quello che gli era accaduto.
" Il tuo volto noi cerchiamo..."
DOSSIER 2004 del "Don Orione, Oggi"
1. Seminare Gesù Cristo nella società
DON ORIONE E IL SUO PROGRAMMA
2. Togliere l'abisso tra Chiesa e popolo
DON ORIONE, LA CHIESA E IL PAPA
3. Tempra e cuore dell'apostolo Paolo
LA PERSONALITA' DI DON ORIONE
4. Vi raccomando il cuore dei giovani
DON ORIONE E I GIOVANI
5. Cristo vuol riprendere il suo posto.
DON ORIONE, FACCHINO DELLA PROVVIDENZA.
6. Dacci, Maria, un cuore grande
DON ORIONE E LA MADONNA
7. Vorrei farmi cibo spirituale per i miei fratelli
DON ORIONE, LA CARITÀ INTEGRALE
8. Abbiate il coraggio del bene!
2. Togliere l'abisso tra Chiesa e popolo
DON ORIONE, COSTRUTTORE DI "PONTI"
Don Orione, un cuore senza confini. Aperto a tutti. Con una scelta preferenziale dei "poveri e afflitti da ogni male e dolore".(Cfr. dossier Dicembre 2003). Un cultore dunque della filantropia e della solidarietà? Come tanti, oggi? Non ci sarà da scoprire qualcosa in Lui di più specifico, che meglio ne caratterizzi il "volto" di uomo e di sacerdote?
Ancora giovane prete, riflettendo sulla situazione socio - ecclesiale del suo tempo, si rende conto che "un abisso si va facendo tra il popolo e Dio, tra il popolo e la Chiesa". Che fare per riavvicinare la chiesa al popolo e il popolo alla Chiesa e al Papa? A questo punto emerge il tratto carismatico di Don Orione. Si butterà a capofitto nella realizzazione delle più svariate opere di carità. Ma con questo preciso obiettivo: "togliere quel abisso", costruendo PONTI. Andare ai poveri per elevarli materialmente e moralmente. Ma anche per sostenerli nella fede in Dio e nella speranza che non delude.
Restò sempre fedelissimo alla Chiesa ma non ...alla sacrestia. Fuori di sacrestia! Gridava ai suoi. E chiedeva loro di seguirlo nell' andare per le strade a radunare ragazzi sbandati. Nel lavorare con le proprie mani a costruire Santuari e poi portare in processione ...badili e carriole. Pronti a difendere i diritti delle "mondine" sfruttate nelle risaie. Ma capaci anche di fermarsi, da "buoni samaritani", accanto a preti intellettualmente smarriti o moralmente fragili. Rispettosi delle norme liturgiche e creativi nell'organizzare confessioni "notturne" per uomini e giovanotti. E alla fine offrire a tutti ...un buon caffè ! Sono alcuni elementi di questo nuovo stile di essere prete. E non per essere originali ad ogni costo. Ma sempre per avvicinare la Chiesa alla gente. Certo non si fa illusioni. Fare il "costruttore di ponti", gli avrebbe procurato incomprensioni e sofferenze di ogni genere. Ma non demorde. E a quanti cerchiamo il suo volto, oggi, chiede lo stesso stile. E la stessa coerenza.
Don Orione fonda il suo amore alla Chiesa e al Papa sulla Parola di Gesù a Pietro:
" Su di te, costruirò la mia Chiesa"
Beato te, Simone figlio di Giona...Io ti dico che tu sei Pietro e su di te, come su una pietra, io costruirò la mia Chiesa. E nemmeno la potenza della morte potrà distruggerla. (Mt 16,16ss)
Fin da giovane prete, si impone un metodo, un linguaggio, uno stile. Perché si prefigge un solo scopo: fare da ponte tra la Chiesa e la gente. La gioventù in particolare.
I tempi corrono velocemente e sono alquanto cambiati, e noi, in tutto che non tocca la dottrina, la vita cristiana e della Chiesa, dobbiamo andare e camminare alla testa dei tempi e dei popoli, e non alla coda, e non farci trascinare. Per poter tirare e portare i popoli e la gioventù alla Chiesa e a Cristo bisogna camminare alla testa. Allora toglieremo l'abisso che si va facendo tra il popolo e Dio, tra il popolo e la Chiesa
(Lett.I, 21)
Certo curerà la liturgia e le "cose" di Chiesa. Ma si butterà in mille altre iniziative di carattere sociale e caritativo: fuori di sacrestia!
Ci vuole un illuminato spirito di intrapresa, se no certe opere non si fanno. Avanti, dunque! Non si potrà far tutto in un giorno, ma non bisogna morire né in casa, né in sacrestia: fuori di sacrestia!
Non perdere d'occhio mai né la chiesa, né la sacrestia, anzi il cuore deve essere là, la vita là dove è l'Ostia; ma con le debite cautele, bisogna che vi buttiate ad un lavoro che non sia più solo il lavoro che fate in chiesa. Via, via, ogni pusillanimità! (034PG)
Fedele al modello di Gesù, buon Pastore, fa subito una scelta di campo: sarà il prete di quelli che ...non vanno in Chiesa!
Fine del sacerdozio è di salvare le anime e di correre dietro, specialmente, a quelle che, allontanandosi da Dio si vanno perdendo. Ad esse devo una preferenza. Gesù non venne per i giusti, ma per i peccatori. Preservatemi, dunque, o mio Dio, dalla funesta illusione, dal diabolico inganno che io prete debba occuparmi solo di chi viene in chiesa e ai sacramenti, delle anime fedeli e delle pie donne.
Solo quando sarò spossato e tre volte morto nel correre dietro ai peccatori, solo allora potrò cercare qualche po' di riposo presso i giusti. (08PG)
Viene incontro a quanti fanno fatica a confessarsi, organizzando una celebrazione di notte e... per soli uomini! Alla fine... un buon caffè per tutti!
Nella notte dunque del sabato 25 a domenica 26 agosto, vi invito tutti al vostro Santuario della Guardia: ci sarà una funzione per voi, apposta e solo per voi: Niente donne!
Venite senza tante paure... I vostri peccati, ditemeli pure in buon tortonese e cominciate dai più grossi...in quattro e quattr'otto vi metto a posto, e ve ne andrete contenti con la pace nel cuore. Vi aspetto.
P. S. Confessione e caffè : Dopo la Comunione, mi farete l'onore di passare tutti nella Casa dietro il Santuario: Vi darò un buon caffè. Voglio mandarvi a casa dalle vostre donne o madri con la bocca dolce e col cuor contento. ( Scr.52,255)
Ma non intende fare il prete simpatico e facilone che fa sconti. Chiede ai suoi figli e amici di amare e consumarsi per la Chiesa e il Papa.
Amiamo la S. Chiesa, amiamo il Papa e i Vescovi appassionatamente. Partecipiamo vivamente ai dolori, ai timori, alle speranze della chiesa e del Papa: sentendo in tutto colla Chiesa e col Papa...
Col nostro olocausto, con la nostra consumazione per il Papa e per la Chiesa, null'altro vogliamo che giungere a trarre gli umili, i piccoli, al Papa e alla Santa Chiesa. Vogliamo unificare tutti in Cristo, nel Papa e nella Chiesa."(Sui passi di don Orione p. 247)
Con alcuni preti che, per vari motivi, hanno rotto i ponti con la Chiesa, fa di tutto per accoglierli e aiutarli a riabilitarsi. Due giorni prima di morire (San Remo, 10 Marzo 1940!) scrive a un monsignore:
Le dirò che ne ho un po' da per tutto, riabilitati e non ancora riabilitati. Ne ho che fanno da sacrista, da portinaio, da tipografo, da infermiere, da professore. Ne ho che lavorano e altri che non ne vogliono sapere. Chi ha olio nella lampada e chi ne ha molto poco, forse alcuni non ne hanno mai avuto, e penso mancassero di vera vocazione. Il Santo Padre mi ha confortato per quest'opera e mi ha dato consigli pieni di illuminata saggezza. E col divino aiuto, parecchi si sono riabilitati, e fanno bene. (Scr. 84,9)
E quando incomprensioni e difficoltà sorgono anche tra le varie confessioni cristiane, egli getta ancora una volta il "ponte" dell'Ecumenismo della carità.
"È venuto da me un signore, il quale mi ha detto: Voglio fondare un Ospizio Cattolico, e lei si sente di mandarmi i suoi preti? - Ed io: - Se per cattolico intende universale, cioè dove si possono accettare tutti, sì che accetto di mandare il personale; ma se vuole fondare un Ospedale esclusivamente per i cattolici, no che non accetto. Perché, quando si presenta uno che ha un dolore, non si stà lì a domandare se ha il battesimo, ma se ha un dolore. "(Parola VIII, 195 )
PARLIAMONE TRA NOI:
• Cosa pensi della distanza tra Chiesa e popolo di cui parla Don Orione? Oggi come è la situazione, secondo te?
• Come dimostra Don Orione il suo amore alla chiesa e al Papa?
• In concreto, nel nostro piccolo, cosa possiamo fare per costruire "ponti" con i "lontani"?
• APOSTOLATO COME? : sale della terra, luce del mondo, lievito nella pasta
• come conciliare consacrazione e secolarità?
Lo Spirito Santo, artefice mirabile della varietà dei carismi, ha suscitato nel nostro tempo "nuove espressioni di vita consacrata", quasi a voler corrispondere, secondo un provvidenziale disegno, alle nuove necessità che la Chiesa oggi incontra nell'adempimento della sua missione nel mondo.
Il pensiero va innanzitutto agli "Istituti secolari", i cui membri intendono "vivere la consacrazione a Dio nel mondo" attraverso la professione dei consigli evangelici nel contesto delle strutture temporali, per essere così lievito di sapienza e testimoni di grazia all'interno della vita culturale, economica e politica.
Attraverso la sintesi, che è loro specifica, di secolarità e consacrazione, essi intendono "immettere nella società le energie nuove del Regno di Cristo", cercando di trasfigurare il mondo dal di dentro con la forza delle Beatitudini. In questo modo, mentre la totale appartenenza a Dio li rende pienamente consacrati al suo servizio, la loro attività nelle normali condizioni laicali contribuisce, sotto l'azione dello Spirito, all'animazione evangelica delle realtà secolari. Gli Istituti secolari contribuiscono così ad assicurare alla Chiesa, secondo la specifica indole di ciascuno, una presenza incisiva nella società.(VC n. 10)
• Presenza nel mondo dell'educazione?
• Necessità di rinnovato impegno nel campo educativo
n.97 . Consacrati e consacrate manifestino, con delicato rispetto unito a coraggio missionario, che la fede in Gesù Cristo illumina tutto il campo dell'educazione, non pregiudicando, ma piuttosto confermando ed elevando gli stessi valori umani. In tal modo essi si fanno testimoni e strumenti della potenza dell'Incarnazione e della forza dello Spirito. Questo loro compito è una delle espressioni più significative di quella maternità che la Chiesa, ad immagine di Maria, esercita verso tutti i suoi figli. per questo che il Sinodo ha esortato insistentemente le persone consacrate a riprendere con nuovo impegno, là dove è possibile, la missione dell'educazione con scuole di ogni tipo e grado, Università e Istituti superiori. Facendo mia l'indicazione sinodale, invito caldamente i membri degli Istituti dediti all'educazione ad essere fedeli al loro carisma originario ed alle loro tradizioni, consci che l'amore preferenziale per i poveri trova una sua particolare applicazione nella scelta dei mezzi atti a liberare gli uomini da quella grave forma di miseria che è la mancanza di formazione culturale e religiosa. Data l'importanza che le Università e le Facoltà cattoliche ed ecclesiastiche assumono nel campo dell'educazione e dell'evangelizzazione, gli Istituti che ne hanno la conduzione siano consci della loro responsabilità, facendo sì che in esse, mentre si dialoga attivamente con l'attuale contesto culturale, sia conservata la peculiare indole cattolica, in piena fedeltà al Magistero della Chiesa. Inoltre, secondo le circostanze, i membri di questi Istituti e Società siano pronti ad entrare nelle strutture educative statali. A questo tipo di intervento sono particolarmente chiamati, per loro specifica vocazione, i membri degli Istituti secolari.
Parliamone tra noi: come va la tua ...impresa di costruttrice di ponti?


