A Esteves de Valenca (Brasile), si è aperta ufficialmente la Terza Assemblea generale Elettiva dell'Istituto Secolare Orionino
Partecipano all'incontro i membri del Consiglio: Concetta Giallongo, Responsabile Generale, la Vicaria e le due Consigliere Generali. Inoltre sono presenti le responsabili regionali di Argentina, Brasile e Italia, accompagnate dalle rispettive Delegate. Infine, partecipano all'Assemblea le rappresentanti dei gruppi di Polonia e Uruguay. Sono anche presenti l'Assistente Spirituale Generale, P. Tarcisio Vieira, insieme all'Assistente del Brasile, P. Jorge Henrique Rocha. Sono in totale 15 partecipanti.
Il tema scelto per questa Assemblea, "Camminate secondo lo Spirito", è stato preso dalla lettera ai Galati ed è spiegato da Don Orione in questo modo: "Quanto bene si può sperare da chi cammina osservando la Regola nella carità, camminando diritti per la diritta via del Signore, e portati dallo Spirito del Signore, là ove vigoreggi la carità di Cristo".
Con un momento di preghiera, preparato dal Gruppo brasiliano, sono iniziati i lavori dell'Assemblea, invocando lo Spirito Santo perché l'Assemblea Generale sia il momento propizio per riflettere sulla realtà dell'Istituto, per verificare l'osservanza della Regola e per programmare iniziative che aiutino le Consacrate a continuare a "percorrere le strade del mondo facendo solo del bene" (Benedetto XVI), secondo il carisma di Don Orione.
I lavori proseguiranno con le relazioni della Responsabile Generale e delle Regionali, con lavori di gruppo e la stesura di linee programmatiche per il prossimo sessennio. E si concluderanno il 23 ottobre con l'elezione del nuovo Consiglio Generale.
(padre Tarcisio Vieira)

Eremiterio di Valenca: sede dell'Assemblea Generale
Calendario dei lavori dell'Assemblea
20 ottobre (martedì)
o Mattino: Presentazione dei membri dell'Assemblea; Relazione della Responsabile generale e delle Responsabili regionali (Italia - Argentina - Brasile); Informazioni delle Rappresentanti dell'Uruguay - Cile - Polonia.
o Pomeriggio: Lavori in gruppi sulle relazioni del mattino. Revisioni delle decisioni delle precedenti Assemblee. Conclusioni in Plenario.
21 ottobre (mercoledì)
o Mattino: Esposizione dell'Assistente Generale sul tema dell'Assemblea - Risonanze.
o Pomeriggio: Lavori di gruppo sull'Instrumentum laboris, con uno speciale sguardo ai contributi inviati.
22 ottobre (giovedì)
o Mattino: Lavoro di gruppo per la proposta di Orientamenti e decisioni. Esposizione in Plenario.
o Pomeriggio: Sintesi degli Orientamenti e Decisioni (determinazione dei referenti per l'esecuzione).
23 ottobre (venerdì)
o Mattino: Incontro con il Superiore Generale. Elezione del nuovo Consiglio generale. Presa di possesso durante la Santa Messa.
o Pomeriggio: Votazione delle decisioni e programmazione generale. Riunione del nuovo Consiglio Generale.
INSTRUMENTUM LABORIS
(Galati 5, 16)
Chiamate a servire Dio, la Chiesa e le Anime secondo il carisma di Don Orione
Il tema dell'Assemblea Generale, preso dalla lettera di San Paolo ai Galati, sarebbe spiegato da Don Orione in questo modo: "Quanto bene si può sperare di chi cammina osservando la Regola nella carità, camminando diritti per la diritta via del Signore, e portati dallo Spirito del Signore, là ove vigoreggi la carità di Cristo" (Lo Spirito di Don Orione, vol. VIII, p.49).
Per le sue particolari caratteristiche l'Assemblea Generale è il momento propizio per riflettere sulla realtà dell'Istituto e per verificare l'osservanza della Regola "nella carità" e se i suoi membri stanno "camminando diritti per la diritta via del Signore". Tale momento di valutazione, che si costituisce come una parte del "più alto organo di governo", dovrebbe constatare anche il livello della adesione concreta alla persona di Cristo e all'imitazione della sua vita casta, povera e obbediente.
Questo momento collegiale non possiede solo un carattere di verifica, ma anche di programmazione, per cui la valutazione e la revisione di vita devono essere sempre orientate verso una prospettiva di progettazione, che indichi una linea di condotta personale e comune da seguire, proponga gli obbiettivi a cui si mira e i mezzi coi quali si ritiene di poterli raggiungere per continuare a "percorrere le strade del mondo facendo solo del bene" (Benedetto XVI), secondo il carisma di Don Orione.
È pertanto chiaro che la Regola di Vita sarà uno strumento indispensabile per il discernimento personale e comunitario. Ma non solo! Anche la Parola di Dio e la riflessione della Chiesa illumineranno la nostra riflessione e proietteranno luce sulla situazione concreta che stiamo vivendo. In questo modo, dopo aver cercato di conoscere la volontà di Dio per la nostra vita di consacrata orionina, saremo in grado di procedere ad una adeguata e puntuale lettura della nostra realtà e di indicare le priorità e l'itinerario programmatico per il prossimo sessennio.
Saranno quatto più uno (4 + 1) gli ambiti della riflessione:
1. La nostra identità come consacrate, secolari, orionine
2. Vita Interiore - Formazione
3. Vita di Comunione - Comunicazione
4. Vita Apostolica - Impegno Vocazionale
5. Altri temi da trattare
L'obiettivo, ma anche il metodo dell'Assemblea, viene già indicato nell'articolo 91 della Regola di Vita: l'Assemblea "ricerca il disegno di Dio nelle vicende della vita dell'Istituto, alla luce dei segni dei tempi e degli insegnamenti della Chiesa, e trae direttive affinché esso possa svilupparsi e compiere la propria missione nel mondo".
I - La nostra identità come consacrate, secolari, orionine
Secondo il Codice di Diritto Canonico, "L'Istituto Secolare è un istituto di vita consacrata in cui i fedeli, vivendo nel mondo, tendono alla perfezione della carità e si impegnano per la santificazione del mondo, soprattutto operando all'interno di esso" (Can. 710). Sono tre, pertanto, gli elementi costitutivi degli Istituti Secolari: la secolarità, la consacrazione e l'impegno apostolico.
Un altro elemento di identità viene assunto, in modo specifico, nella scelta di consacrarsi a Dio nell'Istituto Secolare Orionino che si riconosce unito, "per origine e carisma", alla Piccola Opera della Divina Provvidenza, venerando San Luigi Orione come fondatore, padre, maestro e intercessore. L'orioninità è, pertanto, un quarto elemento di identità per le Consacrate dell'ISO.
"Secolarità" significa che la Consacrata "è" laica e deve "restare" laica, impegnata nel promuovere i valori secolari propri e specifici del laicato. Diceva il Papa Paolo VI, nel 1972, che "l'essere nel mondo, cioè essere impegnate nei valori secolari, è il modo di essere Chiesa e di renderla presente, di salvarsi e di annunziare la salvezza. Pertanto, la condizione esistenziale e sociologica delle Consacrate diventa una realtà teologica, è la via per realizzare e testimoniare la salvezza. Le Consacrate Secolari sono così un'ala avanzata della Chiesa ‘nel mondo'."
Tuttavia, "l'essere Chiesa" come laiche impegnate nel mondo viene radicalizzato mediante una forma di consacrazione che spinge ad una opzione fondamentale per la vita, secondo lo spirito delle beatitudini evangeliche. In questo modo la laica è "realmente consacrata" e "realmente nel mondo": è nel mondo e non del mondo, ma per il mondo. Secondo le parole del Papa Paolo VI, l'Istituto Secolare "è una forma di consacrazione nuova e originale, suggerita dallo Spirito Santo per essere vissuta in mezzo alle realtà temporali, e per immettere la forza dei consigli evangelici - cioè dei valori divini ed eterni - in mezzo ai valori umani e temporali".
Come Orionine secolari si è scelto di consacrarsi a Dio, "secondo le leggi della Chiesa e nel solco caritativo di San Luigi Orione". Questa nota di identità - l'orioninità - dona un carisma da custodire e da vivere con fedeltà creativa realizzando in questo modo il fine particolare dell'Istituto che è quello di "collaborare da umili figlie della Divina Provvidenza per portare i piccoli, i poveri, il popolo alla Chiesa e al Papa, per "Instaurare omnia in Christo", mediante l'esercizio della carità" (Regola di Vita art.1).
II - Vita interiore - Formazione
Laiche tra laici, conservando una fisionomia secolare, i membri dell'ISO hanno scelto di vivere totalmente consacrate a Dio con la professione dei Consigli Evangelici. Per mantenersi pienamente fedeli a tale consacrazione e per esercitare con efficacia il loro apostolato "nelle diverse e contraddittorie situazioni del mondo in cui vivono", è fondamentale che ogni Orionina coltivi un'autentica vita interiore e di pietà, con i segni tipici della spiritualità orionina.
Per l'Orionina Secolare vale sempre il monito di Don Orione: "Non ti accontentare di certo formalismo, né delle pratiche esterne di pietà. Anche le pratiche esterne di pietà ci vogliono e fanno bene; ma esse si dissolvono in nulla (...) quando la pietà (...) non fosse una vera vita interiore, una religiosità profonda, una vera coscienza individuale cristiana e retta, formata bene, quando non formassimo Gesù Cristo in noi, quando realmente non ci conformassimo in tutto a Gesù Cristo" (Regola di Vita, Art. 54).
Vita interiore e Formazione sono dimensioni che anche il Decreto Perfectae Caritatis mette in evidenza quando parla degli Istituti Secolari. Di fatto, il documento del Concilio Vaticano II avverte che i Consacrati secolari non potranno assolvere "un compito così importante" (darsi totalmente a Dio e conservare la fisionomia secolare) "se i loro membri non riceveranno una tale formazione nelle cose divine e umane da diventare realmente nel mondo un lievito destinato a dare vigore e incremento al corpo di Cristo" (cfr. PC, 11).
Vita interiore coltivata nella fedeltà all'unione con Dio nei suoi momenti e dinamiche indispensabili: partecipazione all'Eucaristia "centro della propria giornata" (Art. 29); quotidiana visita adoratrice al Santissimo Sacramento (Art. 29); santificazione della giornata con la preghiera delle Lodi e dei Vespri (Art. 30); meditazione quotidiana di "almeno mezz'ora" (Art. 31); la devozione alla Madonna e recita quotidiana del Santo Rosario (Art. 32); confessione frequente e direzione spirituale (Art. 33); tempi di silenzio "al fine di ascoltare Dio che parla nel cuore" e giornata mensile di ritiro spirituale (Art. 34); partecipazione alla Settimana Comunitaria dell'Istituto (Art. 35); e la valorizzazione di pratiche di pietà della tradizione orionina (Art. 36).
Per quanto riguarda la Formazione, la Regola di Vita (specialmente Cap. X) ha cercato di strutturare il percorso dei suoi membri in un primo periodo secondo un carattere sistematico e progressivo (Tempo della conoscenza, Art. 57-58; Tempo dell'accoglienza, Art. 59-60; Tempo della Formazione specifica, Art. 61-66; Tempo della Prima Consacrazione, Art. 67-72) e poi come formazione permanente, durante tutta la vita (Art. 73-75).
È importante tener conto che la formazione nell'Istituto deve mirare "a favorire lo sviluppo integrale e unitario della persona nel rispetto dei suoi doni, capacità e condizioni, affinché la persona consacrata possa vivere il progetto di Dio aderendo alla vocazione secolare orionina, in generosa disponibilità allo Spirito, alle attese della Chiesa e alle esigenze della società" (Art. 52).
III - Vita di comunione - Comunicazione
In una lettera del 1927, rivolta ai religiosi, alle Suore e ai laici delle case di Venezia, nel momento in cui era in corso un cambiamento nel governo locale (Don Sterpi lasciava la direzione per problemi di salute e veniva nominato Don Pensa), il nostro Santo Fondatore, citando il Papa Pio X, raccomandava: "Portatevi bene nel Signore, e camminate sempre umilmente uniti e concordi alla presenza di Dio, sotto lo sguardo del Signore".
Queste e altre parole di Don Orione sulla comunione e l'unità della famiglia religiosa devono essere gelosamente custodite da un membro dell'ISO. Sono un testamento spirituale che impegna la Consacrata Secolare nel dovere di collaborare perché la "Piccola Opera della Divina Provvidenza sia come una famiglia in Cristo" e lo farà contribuendo "a mantenere l'unione e la pace, perché la nostra forza sta nell'unione, il cui vincolo è Cristo" (cfr. RV, 38).
Il Papa Giovanni Paolo II, in un intervento del 1997, è ancora più specifico quando ricorda che la missione delle Consacrate Secolari non può essere ridotta "a un puro e semplice esempio di onestà, competenza e fedeltà al dovere". Questo è un "presupposto", aggiungeva. Ma oggi, in un mondo "particolarmente sensibile alla testimonianza", è quanto mai importante che i membri degli Istituti Secolari, allenandosi in "palestre di amore fraterno", "vivano intensamente la comunione fraterna" e si considerino "testimoni privilegiati del valore della fraternità e dell'amicizia cristiana", tanto necessarie "soprattutto nelle grandi aree urbanizzate".
Per conservare la comunione e curare l'unità dello spirito e la vera fraternità, la Regola di Vita stabilisce alcuni principi e norme. L'articolo 39, per esempio, insiste sui principi della corresponsabilità e della collaborazione nell'Istituto che si concretizzano "nel manifestare il proprio parere in quanto concerne il bene comune; col partecipare ai programmi comunitari dell'Istituto; coll'aderire lealmente alle Responsabili cui spetta unire e coordinare nell'Istituto il dono di tutte e decidere il da farsi; coll'adempiere diligentemente i propri compiti per il bene dell'Istituto".
Tenendo conto che non si prevede per l'Orionina secolare una vita comune stabile, la Regola propone alcune dinamiche e mezzi per far crescere la vita di comunione all'interno dell'Istituto. In tale senso l'articolo 40 raccomanda la partecipazione "nei vari incontri di gruppo, nei ritiri spirituali e negli incontri fraterni". La fraternità verrà assicurata anche dalle lettere, comunicazioni e contatti con le responsabili; si manifesterà anche nel momento della malattia (art. 41) e non si romperà nemmeno con la morte (art. 42).
Nel riflettere sugli aspetti della comunione fraterna è importante tener presente pure i capitoli XIV, XV e XVI della Regola di Vita che espongono i compiti dei governi generale, regionale e locale. Si tenga presente specialmente il compito di mantenere i contatti con i singoli gruppi e con i membri.
IV - Vita apostolica - Impegno vocazionale
"Tutta la vita dei membri degl'Istituti Secolari, consacrata a Dio con la professione della perfezione, deve convertirsi in apostolato". È un'affermazione solenne, forte e chiara del Papa Pio XII (Primo Feliciter, 6). E tale apostolato - continua il Papa - "non solo si deve esercitare fedelmente nel mondo, ma per così dire con i mezzi del mondo".
Tenendo conto di questi principi, il capitolo IX della Regola di Vita, che tratta specificamente dell'impegno apostolico dell'Orionina secolare, sta a precisare qual è il fondamento di tale impegno ("vocazione cristiana che le fa membri del Corpo Mistico di Cristo") e la sua forma ("non richiede una particolare professione, attività o lavoro, né un apostolato specifico"; si esprime "soprattutto come presenza, sacrificio di sé, testimonianza, accoglienza e promozione dell'uomo, in particolare dei poveri più poveri"; anche si può impegnare in un apostolato diretto). Inoltre, precisa che l'Orionina dovrà mantenere nei confronti del mondo un atteggiamento "di apertura, di servizio e di redenzione", mantenendo il riserbo sulla propria consacrazione ed evitando "alcun segno esterno" di identificazione specifica (Cfr. Regola di Vita, art. 43-50).
Particolare attenzione merita l'articolo 45 della Regola che riguarda la natura dell'apostolato di una figlia di Don Orione. Recita: "L'Orionina vive la propria professione o attività nello spirito del Padre fondatore, che è spirito di abbandono alla Divina Provvidenza, di povertà, di amore ai poveri, alla Chiesa e al Papa. La sua vita apostolica è improntata dalla ‘strategia della carità'" sapendo che la causa di Cristo e della Chiesa "non si serve né brontolando, né a metà, né con la faccia da quaresima, ma con generosità piena e in letizia. E più ancora: in ardore di carità!" (Don Orione).
Espressione di fedeltà al carisma è anche la collaborazione all'interno della famiglia orionina, con la partecipazione alle varie iniziative proposte, con la presenza nei segretariati e nel Movimento Laicale Orionino, con la disponibilità a contribuire nelle opere e nelle attività della famiglia religiosa.
Infine: un Orionina secolare che vive fedelmente la sua vocazione ed è piena di ardore apostolico non può non diffondere il dono prezioso della chiamata alla sequela di Cristo con la professione dei Consigli Evangelici. Vivere pienamente la vocazione, comunicare la propria esperienza di consacrata e - "quando si riconoscono i segni di una chiamata specifica alla consacrazione secolare orionina" - indirizzare la persona a contatti comunitari nell'Istituto, "invitando al discernimento della volontà di Dio con l'aiuto del Direttore spirituale e di una sorella incaricata dell'accompagnamento vocazionale" (cfr. articolo 58). La più grande carità verso la Chiesa e verso l'Istituto è dare vocazioni e la prima iniziativa vocazionale è la fedeltà alla propria vocazione.


