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Settimana comunitaria 1998

 

"Avrete forza dallo Spirito Santo"
Lectio divina su
lo Spirito Santo negli Atti degli Apostoli

 

 

(a cura di don Vincenzo Alesiani,già Assistente Generale ISO)

• Gli esercizi spirituali per noi:
Un dono grande...
E la possibilità di far rifornimento di fede e di Speranza nell'anno dello Spirito...
Non ce la farò mai ad essere una testimone credibile di Gesù
4 Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del Padre "quella, disse, che voi avete udito da me: 5 Giovanni ha battezzato con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo, fra non molti giorni".
6 Così venutisi a trovare insieme gli domandarono: "Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele?". 7 Ma egli rispose: "Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, 8 ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra".

 

• Don Orione con noi...

24 giugno 1937 in viaggio pel Chaco e per Itatì.

Cari miei fratelli e figliuoli in Gesù Cristo, che vi trovate a Montebello per i Santi Esercizi Spirituali. Grazia a voi e pace dallo Spirito Santo!
Come vedete, ho la gioia di scrivervi mentre viaggio sul Paranà per salutare, forse per l'ultima volta in vita, quei nostri cari fratelli, Sacerdoti e Chierici, che lavorano a diffondere e a salvaguardare la nostra santa Fede: sono, i più lontani da Buenos Aires, nel centro del Chaco e ad Itatì, ai confini dell'Argentina, di fronte al Paraguay. Voi tutti potete immaginare con quali sentimenti e con che cuore io vada: c'è nel mio animo un grande amore e un grande dolore insieme, non lo posso nascondere; ma tutto è pel Signore, per le anime e per la nostra Fede, - e saprò superare me stesso, con l'aiuto di Dio. Sono tanto contento di potervi scrivere, cari miei figliuoli, in Gesù Cristo.
Ho tanto desiderato e sperato di fare gli Esercizi Spirituali con voi - e ne sento vivo bisogno -; ma, non essendomi possibile, mi par poco sentirmi con voi solo spiritualmente; quindi vengo a voi anche per iscritto. Confesso che avrei dovuto fare molto e molto di più, e ne chiedo perdono al Signore.
Nel nome della Divina Provvidenza, ho aperto le braccia e il cuore a sani e ad ammalati, di ogni età, di ogni religione, di ogni nazionalità: a tutti avrei voluto dare, col pane del corpo, il divino balsamo della Fede, ma specialmente ai nostri fratelli più sofferenti e abbandonati.Tante volte ho sentito Gesù Cristo vicino a me, tante volte l'ho come intravisto, Gesù, nei più reietti e più infelici.
Questa Opera è tanto cara al Signore, che parrebbe l'Opera del Suo Cuore; essa vive nel nome, nello spirito e nella Fede della Divina Provvidenza: non ai ricchi, ma ai poveri e ai più poveri e al popolo, mi ha mandato il Signore. A questo ci chiama il Signore, o miei figli: chiama noi della Divina Provvidenza; saremo noi uomini di poca Fede? (E' quasi l'una di notte: Deo gratias!, non ho più inchiostro). Pregate per me tutti; Vi conforto e benedico tanto in Gesù Crocifisso e nella Santa Madonna.

***

Primo giorno:

 

"Eccomi, sono la serva del Signore "
Disponibili come Maria
Dal "faccio io" al "sia fatto di me"


*
Un metodo per le nostre riflessioni
Guidate dalla Spirito come Maria (Guardando alla Vergine Assunta in cielo) nel cuore della Chiesa secondo il carisma orionino vivere e operare da creature trasfigurate nel mondo d'oggi ( pensando alla Trasfigurazione)

 

• Eccomi al Signore nell'annunciazione
LC. 1. 38 Allora Maria disse: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto".
Una vita consacrata=
una vita disponibile nelle mani di Dio. I nostri progetti nel Suo Progetto

 

• Eccomi al Figlio in croce (GV. 19)
25 Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. 26 Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco il tuo figlio!". 27 Poi disse al discepolo: "Ecco la tua madre!". E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.
L'ascolto e l'obbedienza si affinano sotto la croce... e la maternità si allarga a dimensioni universali

• Eccomi ai discepoli spauriti e dispersi
12 Allora ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in un sabato.
13 Entrati in città salirono al piano superiore dove abitavano. C'erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo di Alfeo e Simone lo Zelòta e Giuda di Giacomo. 14 Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui.


Maria la Madre di Gesù, nel Vangelo...fino a Gerusalemme, fino alla Croce. 
Ora Maria dentro la Chiesa: ha accompagnato Gesù, l'ha fatto crescere...
ora deve accompagnare e far crescere la Chiesa, i fratelli di Gesù
..Non isolarci mai dalla Chiesa, dall'istituto...sempre dentro con amore, preghiera e pazienza


Maria, presenza discreta, elemento di unione, di preghiera, di sicurezza,
di incoraggiamento nelle proprie responsabilità...cfr Pietro: il I° discorso
Come in pratica essere disponibile nella mia vita concreta...Quali sono le mie "annunciazioni" e come rispondo al Signore? Quale maternità ecclesiale sto vivendo? Qual'è il mio rapporto - aiuto- inserimento nella vita della chiesa locale e dell'istituto e di altre realtà...

 

DON ORIONE SCRIVE:

 

 

s. Signorina
La Sig.na Maria Gambaro
Genova] Tortona, 22 Gennaio 940
Anime ! Anime !

 

All'Ottima Sig.na Maria Gambaro,
La pace del Signore sia sempre con noi!
Ricevo la Sua del 21 corr.: ignoravo che Ella fosse ancora ammalata, - pensavo si fosse già ristabilita in salute, e che solo stesse riguardata pel vento, e freddo intenso che, nei passati giorni, c'era anche a Genova. Jeri, Domenica, sabato e giovedì sono stato a Genova, per vedere se potevo mettere un po' di pace in famiglia, ma non ho ancora pregato abbastanza.
Avessi saputo che Lei era ammalata, sarei venuto; verrò a farLe breve visita la prima
volta che sarò a Genova, - ma spero di trovarla già guarita o almeno convalescente. - Perché non va a rimettersi un po' a San Remo, nella Villa S.ta Clotilde? Avrebbe la Cappella in casa con Gesù Sacramentato, e un ottimo Sacerdote; - la Villa ha giardino che va al mare. Io scriverei subito che le diano la migliore camera, al vitto, alla pulizia etc.
attendono le Suore. C'è stato anche il Vescovo di Tortona, e ne fu contentissimo. Lei mi dice che non sa quando se la caverà con la tosse così ostinata. A Genova, col freddo che fa, ho paura anch'io che non se la caverà così presto, - ma se va a San Remo, se la cava subito, subito. Io la farei accompagnare da una Suora. Ci pensi un po', e poi, se si decide, me lo faccia sapere, che dò subito le disposizioni opportune.
Ed ora Le dirò una parola da Sacerdote.
Col mezzo delle infermità e dei disinganni amari, il Signore vuole staccarci sempre di più dalle cose ingannevoli di questo mondo, dalle cose e dai beni visibili, e vuol farci apprezzare più vivamente la vita spirituale e le cose invisibili. Nelle malattie giova assai allo spirito fare a Dio umili offerte e abbandono di sé nelle sue sante mani.
Pensiamo, buona Sig.na Maria, ai patimenti sofferti da N. Sig.re Gesù Cristo,
- e tale pensiero sarà, certo il più grande sollievo e conforto ai nostri mali.

Don L. Orione

 

[Distint.ma Signora Fogliano]
+ Viva la Madonna SS.!
Roma, 7 Dic. 1906
Ottima mia Benefattrice!
Ricevuta solamente jeri l'altro la bella e consolante notizia: Deo gratias! Deo gratias! -
Camporosso sarà la Casa della Madonna, e sarà io penso il noviziato della Divina Provvidenza
Le ossa benedette del Sacerdote Carlo Fogliano fremeranno di gioja, - egli che ha amato tanto la Madonna!
E i vostri vecchi tutti saranno ben felici, e ci ajuteranno a pregare e ad amare Gesù e la Madonna e le Anime. Questo direte in Domino alle Vostre pie Sorelle ah Loro tutte sì mi devono aiutare pregando prima di tutto e poi in tutto quello che possono per questa opera che la Divina Provvidenza vuole e faranno cosa cara al S. Padre.
Egli la vuole quest'Opera, e ora mi trovo appunto a Roma chiamato da Lui per fare una Parrocchia appena fuori di Porta S. Giovanni Laterano dove vi è un grande quartiere nuovo, immenso, di circa 17 mila anime senza Chiesa! Oh Divina Provvidenza! Divina Provvidenza Divina Provvidenza!
Sì sì, io verrò a trovarLe, ma non si spaventino - tanti quando mi vedono si spaventano, ma io verrò in Domino in Domino! Sempre contento Sempre contento di tanto e di poco, di tanto e di niente - basta amare e servire Gesù e la Santa Chiesa

 

 

"Maria serbava tutte queste cose
meditandole nel suo cuore."
Contemplative come Maria
degli eventi della storia personale e del mondo
***


• Meditare le opere di Dio negli eventi personali e dei fratelli
LC 130 L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.
31 Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù."Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo.Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.36 Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: 37 nulla è impossibile a Dio.

Abituarci a contemplare l'opera dello Spirito in noi...per poter vedere quello che lo Spirito fa nel cuore dei nostri fratelli...

 

• contempliamo con Maria il natale di Gesù
C. 26 Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. 7 Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo.
15 Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: "Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere". 16 Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. 17 E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 18 Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. 19 Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.


• "Ma essi non compresero le sue parole.": in continua ricerca del mistero di Gesù con tutta la Chiesa, anche nei momenti di buio
LC. 2,41 Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: "Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo". 49 Ed egli rispose: "Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?". 50 Ma essi non compresero le sue parole.51 Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. 52 E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini .


Anche la Madonna ha fatto fatica cfr. Red. Mater 16
Non è difficile, però, notare in questo inizio una particolare fatica del cuore, unita a una sorta di «notte della fede» -- per usare le parole di san Giovanni della Croce -- , quasi un «velo» attraverso il quale bisogna accostarsi all'Invisibile e vivere nell'intimità col mistero. è infatti in questo modo che Maria, per molti anni, rimase nell'intimità col mistero del suo Figlio, e avanzava nel suo itinerario di fede, man mano che Gesù «cresceva in sapienza... e grazia davanti a Dio e agli uomini» (Lc 2, 52).

 

• Lo Spirito guida la Chiesa: la Pentecoste

Atti 2 1 Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire,... Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; 4 ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi.
5 Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo. 6 Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua.". 12 Tutti erano stupiti e perplessi, chiedendosi l'un l'altro: "Che significa questo?". 13 Altri invece li deridevano e dicevano: "Si sono ubriacati di mosto".

 

• Lungo il cammino del Vangelo
Atti 16
6 Attraversarono quindi la Frigia e la regione della Galazia, avendo lo Spirito Santo vietato loro di predicare la parola nella provincia di Asia. 7 Raggiunta la Misia, si dirigevano verso la Bitinia, ma lo Spirito di Gesù non lo permise loro; 8 così, attraversata la Misia, discesero a Troade. 9 Durante la notte apparve a Paolo una visione: gli stava davanti un Macedone e lo supplicava: "Passa in Macedonia e aiutaci!". 10 Dopo che ebbe avuto questa visione, subito cercammo di partire per la Macedonia, ritenendo che Dio ci aveva chiamati ad annunziarvi la parola del Signore.
Lo Spirito ha guidato Gesù durante tutta la sua vita terrena cfr. "Condotto dallo Spirito"...
Ora guida i credenti a capire Gesù, a capirsi fra di loro...a capire il mondo, le culture...
Ora guida ciascuno di noi ...ripercorriamo le tappe principali degli interventi dello Spirito nella nostra vita: quando sembrava che ci chiudesse tutte le porte e poi...quello che è successo era il meglio per noi!!! E allora cosa aspettiamo ad avere la Pace in Lui?


San Remo, 12 marzo 19401
Nobile Signora (Ida Gallarati Scotti)

Sono qui da tre giorni e va meglio. Grazie delle preghiere per la mia salute. Iddio rimeriti largamente.
Prego per tutti i suoi cari, Signora Contessa, e in particolare per Lei perché Iddio allontani dal suo spirito ogni nube di tristezza, e Le dia quella serenità d'animo di cui una Mamma tanto abbisogna
Gli eccessivi tratti di bontà, di amore che Iddio ha usato verso di noi, superano la nostra ragione, ma questo, Signora Contessa, non deve essere motivo di dubbio, ma nuovo argomento della loro verità, e nuovo impegno da parte nostra di prestarvi interissima fede.
Né per credere è necessario Ella abbia la soluzione di tutti i dubbi che le possono nascere nella mente contro le verità particolari della fede,... , voglia dare ascolto a questo povero Sacerdote, che Le scrive: confidi grandemente nella bontà del Signore, nella grazia e misericordia di Gesù Cristo nostro Signore; poi, Signora Contessa, elevi ogni tanto il suo spirito a Dio, e dica a Lui: Signore voglio oggi e sempre riposare sul Tuo paterno cuore, e tra le braccia della Santa Chiesa Madre dei Santi e anche della mia Fede e della mia anima.
Dio è il padre celeste che tutto può e tutto vuol darci, purché lo preghiamo e lo amiamo, in semplicità e abbandono come pargoli.
Si direbbe che il Signore ci voglia, in un certo senso, sempre bambini, sempre lieti, sereni. Proprio così, il Signore si ama e si serve in santa letizia, non nella tristezza, ond'è che S. Francesco di Sales non credeva alla santità rnelanconica e triste, e soleva dire "santo triste, tristo santo".
Ho conosciuto Don Bosco, era sempre allegro e di buon umore, anche quando gli levarono la Messa.
Che predicone, Signora Contessa, che predicone! Meno male che siamo in Quaresima! Valga per tutte le volte che non Le ho risposto. La conforto dunque, e La ossequio, e La prego di porgere i miei ossequi, pieni di grato animo, a suo marito.
Invoco amplissima sulla Loro casa la benedizione di Dio, e buona Pasqua! Umile servitore in Cristo Don Luigi Orione Scr. 44, 145 - 146

 

"Pietro, pieno di Spirito Santo"
Lectio divina sulla figura di Pietro negli Atti degli Apostoli

 

***

 Ma Pietro non era stato un traditore come gli altri? Chi gli dà l'autorità di prendere per primo la parola?
• Gesù stesso che gli aveva detto di "confermare nella fede i suoi fratelli" (Lc 22,32) e nonostante il suo triplice rinnegamento gli aveva dato l'incarico di "Pascere le sue pecorelle" (GV 21)
Atti 1,15 In quei giorni Pietro si alzò in mezzo ai fratelli (il numero delle persone radunate era circa centoventi) e disse: 16 "Fratelli, era necessario che si adempisse ciò che nella Scrittura fu predetto dallo Spirito Santo per bocca di Davide riguardo a Giuda,...17 Egli era stato del nostro numero e aveva avuto in sorte lo stesso nostro ministero. 20 Infatti sta scritto nel libro dei Salmi:
La sua dimora diventi deserta, e nessuno vi abiti, il suo incarico lo prenda un altro .
21 Bisogna dunque che tra coloro che ci furono compagni per tutto il tempo in cui il Signore Gesù ha vissuto in mezzo a noi, 22 incominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui è stato di tra noi assunto in cielo, uno divenga, insieme a noi, testimone della sua risurrezione".

 

• S. Pietro ci aiuta a capire che Gesù è l'unica nostra ricchezza
C.3 1 Un giorno Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera verso le tre del pomeriggio.
2 Qui di solito veniva portato un uomo, storpio fin dalla nascita e lo ponevano ogni giorno presso la porta del tempio detta "Bella" a chiedere l'elemosina a coloro che entravano nel tempio. 3 Questi, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, domandò loro l'elemosina. 4 Allora Pietro fissò lo sguardo su di lui insieme a Giovanni e disse: "Guarda verso di noi". 5 Ed egli si volse verso di loro, aspettandosi di ricevere qualche cosa.
6 Ma Pietro gli disse:

"Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!". 7 E, presolo per la mano destra, lo sollevò.
Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono 8 e balzato in piedi camminava; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio.

 

• e l'unico Salvatore del mondo
Pietro, pieno di Spirito Santo, disse loro: "Capi del popolo e anziani, 10 la cosa sia nota a tutti voi e a tutto il popolo d'Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi sano e salvo. 12 In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati".

 

• La forza di affrontare qualunque prova per amore di Gesù
40 Richiamati gli apostoli, li fecero fustigare e ordinarono loro di non continuare a parlare nel nome di Gesù; quindi li rimisero in libertà. 41 Ma essi se ne andarono dal sinedrio lieti di essere stati oltraggiati per amore del nome di Gesù.

 

DON ORIONE GUIDATO DALLO SPIRITO

"Ho 64 anni, ma studio ancora"
"Io ho 64 anni, ma studio ancora e con grande fervore, quasi ogni giorno, un po' di teologia e qualche altra materia sacra. "(, 29 settembre 1936)

Si studi a memoria il Vangelo
"Prima nostra regola, sia dunque la osservanza del Santo Evangelo. E affinché l'Evangelo meglio si possa conoscere e osservarlo, è bene sia impresso nelle nostre mentí, e non solo a pezzi e bocconi .Perciò vi raccomando, o miei cari, la lettura assidua e lo studio del Santo Evangelo. Noi dobbiamo, dunque, avere il Vangelo sempre davanti agli occhi della mente
e portarlo nel cuore, viverlo. Desidero, anzi dispongo in Domino che si studi a memoria e si spieghi bene il Vangelo di Nostro Signore Gesù Cristo. Ordino che ai nostri chierici si facciano studiare a memoria i Santi Evangeli.


Ci vuole Gesù!
Tortona, il 4 gennaio 1926,
Festa di San Tito.
I cari fratelli ricoverati devono avere tanta pietà e divozione alla SS.ma Eucaristia da imitare ed emulare i primitivi cristiani; e allora davvero che la Divina Provvidenza ci assisterà e non ci mancherà, e il Piccolo Cottolengo diventerà la Cittadella spirituale di Genova e della nostra cara Congregazione. Altro che la lanterna, che sta sullo scoglio! Il Piccolo Cottolengo sarà un faro gigantesco, che spanderà la sua luce e il suo calore di carità spirituale e corporale anche oltre Genova e oltre l'Italia. Ma ci vuole Gesù Cristo! Ci vuole Gesù.. Ci vuole Gesù!
E Gesù tutti i giorni; e non fuori di noi, ma in noi, e non solo spiritualmente, ma sacramentalmente. Non forzare nessuno, no, mai!
Ma parlarne con l'amore di Dio nel cuore e sulle labbra, con quelle espressioni vive che toccano e convincono e trasportano; poi penserà Nostro Signore a trasformare e a trasfigurare noi e i nostri cari poveri in Lui. Egli sarà la vita, il conforto e la felicità nostra e di quelli che la sua mano ci conduce.
Il Piccolo Cottolengo deve essere tutto e solo basato sulla SS.ma Eucaristia: non vi è altra base, non vi è altra vita, sia per noi che per i nostri cari poveri.
. Non basta pensare a dare loro il pane materiale; prima del pane materiale dobbiamo pensare a dare loro il pane eterno di vita, che è l'Eucaristia..
La miglior carità che si può fare ad un'anima è di darle Gesù! E la più dolce consolazione che possiamo dare a Gesù è di dargli il possesso di un'anima. Questo è il vero suo regno. (Don Orione)

 

Per la nostra riflessione e preghiera:
Anche le vocazioni più sublimi possono essere tradite o...sciupate.
Come sto vivendo la mia vocazione di consacrata nel mondo?
Alla gente che mi chiede "elemosine" varie, cosa dò? Qual'è la mia vera ricchezza?
Come nutro la mia consacrazione?
Quale spazio per la preghiera e la Parola di Dio?
E l'Eucarestia che posto occupa nella mia giornata?

 

 

" noi non possiamo tacere
quello che abbiamo visto e ascoltato"
L'esperienza personale di grazia si trasforma in Apostolato
***


• La forza della testimonianza di quanto visto e ascoltato
18 E, richiamatili, ordinarono loro di non parlare assolutamente né di insegnare nel nome di Gesù. 19 Ma Pietro e Giovanni replicarono: "Se sia giusto innanzi a Dio obbedire a voi più che a lui, giudicatelo voi stessi; 20 noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato

 

• sto rendendomi conto...saper vedere lo Spirito in Tutti...
c. 10 25 Mentre Pietro stava per entrare, Cornelio andandogli incontro si gettò ai suoi piedi per adorarlo. 26 Ma Pietro lo rialzò, dicendo: "Alzati: anch'io sono un uomo!". 34 Pietro prese la parola e disse: "In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone , 35 ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto. 44 Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo scese sopra tutti coloro che ascoltavano il discorso. 45 E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliavano che anche sopra i pagani si effondesse il dono dello Spirito Santo; 46 li sentivano infatti parlare lingue e glorificare Dio. 47 Allora Pietro disse: "Forse che si può proibire che siano battezzati con l'acqua questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo al pari di noi?". 48 E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo.


• " chi ero io per porre impedimento a Dio?".
C.112 E quando Pietro salì a Gerusalemme, i circoncisi lo rimproveravano dicendo: 3 "Sei entrato in casa di uomini non circoncisi e hai mangiato insieme con loro!".
4 Allora Pietro raccontò per ordine come erano andate le cose 15 Avevo appena cominciato a parlare quando lo Spirito Santo scese su di loro, come in principio era sceso su di noi. 17 Se dunque Dio ha dato a loro lo stesso dono che a noi per aver creduto nel Signore Gesù Cristo, chi ero io per porre impedimento a Dio?". 18 All'udir questo si calmarono e cominciarono a glorificare Dio dicendo: "Dunque anche ai pagani Dio ha concesso che si convertano perché abbiano la vita!".

 

• un'autorità a servizio: la parola dell'autorià presuppone ascoltare tutti
6 Allora si riunirono gli apostoli e gli anziani per esaminare questo problema.
7 Dopo lunga discussione, Pietro si alzò e disse: "Fratelli, Dio, che conosce i cuori, ha reso testimonianza in loro favore concedendo anche a loro lo Spirito Santo, come a noi; 9 e non ha fatto nessuna discriminazione tra noi e loro, purificandone i cuori con la fede. 10 Or dunque, perché continuate a tentare Dio, imponendo sul collo dei discepoli un giogo che né i nostri padri, né noi siamo stati in grado di portare? 11 Noi crediamo che per la grazia del Signore Gesù siamo salvati e nello stesso modo anche loro".

 

• Abbiamo deciso, lo Spirito Santo e noi
prendere decisioni nello spirito: con coraggio ed equibrio
"Abbiamo deciso, lo Spirito Santo e noi, di non imporvi nessun altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie: 29 astenervi dalle carni offerte agli idoli, dal sangue, dagli animali soffocati e dalla impudicizia. Farete cosa buona perciò a guardarvi da queste cose. State bene".

 

• Le decisioni comunicate con una lettera di incoraggiamento
2 Allora gli apostoli, gli anziani e tutta la Chiesa decisero di eleggere alcuni di loro e di inviarli ad Antiochia insieme a Paolo e Barnaba: Giuda chiamato Barsabba e Sila, uomini tenuti in grande considerazione tra i fratelli.
30 Essi allora, congedatisi, discesero ad Antiochia e riunita la comunità consegnarono la lettera. 31 Quando l'ebbero letta, si rallegrarono per l'incoraggiamento che infondeva..

 

• la mia storia di miseria e di misericordia
- ora posso far sperimentare a tutti la sua Provvidenza
- fare apostolato in modo più umile e credibile

 

6SPA015
O Divina Provvidenza, o Divina Provvidenza! Nulla è più amabile e adorabile di Te, che maternamente alimenti l'uccello dell'aria e il fiore del campo: i ricchi e i poverelli! Tu apri le vie di Dio e compi i grandi disegni di Dio nel mondo!
In Te ogni nostra fiducia, o Santa Provvidenza del Signore, perché Tu ci ami assai più che noi amiamo noi stessi! No, che col divino aiuto non Ti voglio più indagare: no, che non Ti voglio più storpiare; ma solo voglio interamente abbandonarmi nelle tue braccia, sereno e tranquillo.
Fa che Ti prenda come sei, con la semplicità del bambino, con quella fede larga che non vede confini! "Fede, Fede, ma di quella...", di quella del Beato Cottolengo, il quale trovava luce dappertutto, e vedeva Dio in tutto e per tutto! Divina Provvidenza! Divina Provvidenza!
Da a me, povero servo e ciabattino tuo, e alle anime che pregano e lavorano in silenzio e sacrificio di vita in torno ai poverelli, dà ai cari benefattori nostri quella latitudine di cuore, di carità che non misura il bene col metro, né va con umano calcolo: la carità che è soave e dolce, che si fa tutta a tutti: che ripone la sua felicità nel poter fare ogni bene agli altri silenziosamente: la carità che edifica e unifica in Gesù Cristo, con semplicità e candore.
O Santa Divina Provvidenza! Ispiratrice e madre di quella carità che è la divisa di Cristo e dei suoi discepoli: anima Tu, conforta e largamente ricompensa in terra e in cielo quanti, nel nome di Dio, fanno da padre, da madre da fratelli, da sorelle agli infelici.
(Foglietto volante del 20.6.1927)

 

LA DIVINA PROVVIDENZA SPIEGA TUTTO.
La Divina Provvidenza pare nascosta all'uomo perché l'uomo la vede e molte volte non l'ama, la tocca e molte volte non la crede; essa lo veste meglio che i gigli del campo e gli dà da mangiare, ed egli crede di essere nudo e digiuno. Essa governa il mondo con legge armonica ed eterna, si nasconde e non si fa vedere a colui cui manca la fede, quantunque egli sia ricco di mezzi materiali e di vasta mente e di molta cultura. Imperocché i potenti e i ricchi e i veri sapienti sulla terra sono quelli che amano Dio, credono in Dio, sperano in Dio e nelle opere delle sue mani lo vedono e lo toccano e lo sentono fin anco in se stessi che dice: - state quieti, sono con voi: Nolite timere, ego sum! -. Essi vivono nella Provvidenza, muoiono nella Provvidenza. Sono semplici, e la vita loro è stimata pazzia dal mondo, ma essi sono i sapienti del Signore.  - A cura di D. Sparpaglione, (Paravia 1947)

 

 

 

Giornata di deserto su la conversione di Paolo capolavoro dello Spirito Santo

 

*
Paolo...

uomo dotato

"santo"arrabbiato

persecutore accecato

povero guidato da un povero

Intimità con Dio nel deserto d'Arabia

per rivedere tutta la sua storia in luce nuova, quella di Cristo

Accettazione dell'ultimo posto nella comunità diffidente e fredda

Un fratello sensibile lo aiuta e lo introduce e valorizza...

Arriva il tempo dell'apostolato, tra gioie e ...pietre

e soprattutto dolorose incomprensioni coi fratelli

Avvinto dallo Spirito si lascia condurre

collabora con tutti e

accogliendo tutti

fino alla fine (c.28)

 

Celebrazione penitenziale

*
• Paolo di fronte alla sua vocazione
1Tim.1
12 Rendo grazie a colui che mi ha dato la forza, Cristo Gesù Signore nostro, perché mi ha giudicato degno di fiducia chiamandomi al mistero: 13 io che per l'innanzi ero stato un bestemmiatore, un persecutore e un violento. Ma mi è stata usata misericordia, perché agivo senza saperlo, lontano dalla fede; 14 così la grazia del Signore nostro ha sovrabbondato insieme alla fede e alla carità che è in Cristo Gesù.
15 Questa parola è sicura e degna di essere da tutti accolta: Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori e di questi il primo sono io. 16 Ma appunto per questo ho ottenuto misericordia, perché Gesù Cristo ha voluto dimostrare in me, per primo, tutta la sua magnanimità, a esempio di quanti avrebbero creduto in lui per avere la vita eterna. 17 Al Re dei secoli incorruttibile, invisibile e unico Dio, onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen.

 

• Salmo "Miserere"- un solo nemico: il mio peccato
- passato: il mio peccato io lo riconosco
- presente: sto male: il mio peccato mi sta sempre dinnanzi ...fammi sentire gioia e letizia-...lavami, purificami
- promessa: insegnerò agli erranti le tue vie...sostieni in me un animo generoso
3 Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia; nella tua grande bontà cancella il mio peccato.
4 Lavami da tutte le mie colpe, mondami dal mio peccato.

5 Riconosco la mia colpa, il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
6 Contro di te, contro te solo ho peccato, quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto;

7 Ecco, nella colpa sono stato generato, nel peccato mi ha concepito mia madre.
8 Ma tu vuoi la sincerità del cuore e nell'intimo m'insegni la sapienza.

9 Purificami con issopo e sarò mondo; lavami e sarò più bianco della neve.
10 Fammi sentire gioia e letizia, esulteranno le ossa che hai spezzato.

11 Distogli lo sguardo dai miei peccati, cancella tutte le mie colpe.
12 Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo.

13 Non respingermi dalla tua presenza e non privarmi del tuo santo spirito.
14 Rendimi la gioia di essere salvato, sostieni in me un animo generoso.

15 Insegnerò agli erranti le tue vie e i peccatori a te ritorneranno.
16 Liberami dal sangue, Dio, Dio mia salvezza, la mia lingua esalterà la tua giustizia.

17 Signore, apri le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lode;
18 poiché non gradisci il sacrificio e, se offro olocausti, non li accetti.
19 Uno spirito contrito è sacrificio a Dio, un cuore affranto e umiliato, Dio, tu non disprezzi.

***

 

GV 19
28 Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: " Ho sete ". 29 Vi era lì un vaso pieno d'aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. 30 E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: "Tutto è compiuto!". E, chinato il capo, spirò. 31 Era il giorno della Preparazione e i Giudei, perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via. 32 Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all'altro che era stato crocifisso insieme con lui. 33 Venuti però da Gesù e vedendo che era gia morto, non gli spezzarono le gambe, 34 ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua.
35 Chi ha visto ne dá testimonianza e la sua testimonianza è vera e egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. 36 Questo infatti avvenne perché si adempisse la Scrittura: Non gli sarà spezzato alcun osso . 37 E un altro passo della Scrittura dice ancora: Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto .

 

Don Orione dice:
Non saper vedere e amare nel mondo che le anime dei nostri fratelli. Tutte sono amate da Cristo, per tutte Cristo è morto, tutte Cristo vuole salve tra le Sue braccia e sul Suo Cuore trafitto. Io non sento che una infinita, divina sinfonia di spiriti, palpitanti attorno alla Croce, e la Croce stilla per noi goccia a goccia,attraverso i secoli, il sangue divino sparso per ciascun'anima umana. Dalla Croce Cristo grida "Ho sete" Terribile grido di arsura, che non è della carne,ma è grido di sete di anime, ed è per questa sete delle anime nostre che Cristo muore.

***


"Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto ."

Uno sguardo al Crocifisso
- per rinnovare la totalità del dono
- l'amore e il perdono ad ogni costo ai fratelli
- un cuore assetato di anime, come quello di Don Orione

 

 

"Guardando al Figlio dell'esortazione"
Consacrate nella Chiesa e per fare Chiesa con uno stile particolare
***

 

 

• Barnaba lo prese con sé
26 Venuto a Gerusalemme, Saulo cercava di unirsi con i discepoli, ma tutti avevano paura di lui, non credendo ancora che fosse un discepolo.
27 Allora Barnaba lo prese con sé, lo presentò agli apostoli e raccontò loro come durante il viaggio aveva visto il Signore che gli aveva parlato, e come in Damasco aveva predicato con coraggio nel nome di Gesù. 28 Così egli potè stare con loro e andava e veniva a Gerusalemme, parlando apertamente nel nome del Signore 29 e parlava e discuteva con gli Ebrei di lingua greca; ma questi tentarono di ucciderlo. 30 Venutolo però a sapere i fratelli, lo condussero a Cesarèa e lo fecero partire per Tarso.(9,27ss)

 

• vide la grazia del Signore
23 Quando Barnaba giunse ad Antiochia e vide la grazia del Signore, si rallegrò e, 24 da uomo virtuoso qual era e pieno di Spirito Santo e di fede, esortava tutti a perseverare con cuore risoluto nel Signore. E una folla considerevole fu condotta al Signore. 25 Barnaba poi partì alla volta di Tarso per cercare Saulo e trovatolo lo condusse ad Antiochia. 26 Rimasero insieme un anno intero in quella comunità e istruirono molta gente; ad Antiochia per la prima volta i discepoli furono chiamati Cristiani.

 

***

Don Orione...
Eccellenza Reverendissima
Don Sterpi le avrà parlato che si è messo un piede nel centro del Chaco... Ho pensato che se V. E. fosse stato qui mi avrebbe dato la benedizione,
e ho pensato a tutte quelle anime e a Gesù Cristo e che mia madre mi diceva che, in mancanza di cavalli, trottano gli asini, e noi siamo proprio gli asinelli della Divina Provvidenza, o, almeno, desideriamo esserlo.Se sapessi di star qui, le chiederei di andare io al Chaco, per morirci cioè per consumarmi
e vivere da vero missionario, affidato al Signore. Eccellenza, mi permetta di pregarla di lasciarmi qui più che può, e, se Dio la ispirasse, di lasciarmi qui per sempre... mi lasci qui sempre, o mi interni e mi getti dove meglio crederà in Domino, ché sarò sempre felicissimo in Domino.
Voglio amare i poveri, gli orfani, la classe povera, gli operai, i comunisti: vorrei morire per questi miei fratelli, e vorrei essere dimenticato da tutti,
vivere e morire dimenticato da tutti,sotto i piedi di tutti,e solo amare Gesù, la santa Chiesa e tutti. E perdermi nel Signore, io, indegnissimo che ho tanto peccato, che sono stato tanto cattivo col Signore e con la Madonna, e non ho tesoreggiato i doni del Signore!.
Mi aiuti, caro Padre visitatore, mi aiuti! Mi faccia amare il Signore, mi faccia riparare"


*Vedere e sentire Cristo nell'uomo

Non saper vedere e amare nel mondo
che le anime dei nostri fratelli.
Anime di piccoli, anime di poveri,
anime di peccatori, anime di giusti,
anime di ribelli alla volontà di Dio,
anime ribelli alla Santa Chiesa di Cristo,
anime di sacerdoti sciagurati e perfidi,
anime sottomesse al dolore,
anime bianche come colombe,
anime cadute nella tenebra del senso
anime orgogliose del male,
anime urlanti nella disperazione
della condanna,o anime inebriate
dalle ebbrezze della verità vissuta:
tutte sono amate da Cristo,
per tutte Cristo è morto,
tutte Cristo vuole salve
tra le Sue braccia e sul Suo Cuore trafitto.
Vedere e sentire Cristo nell'uomo.
La perfetta letizia non può essere
che nella perfetta dedizione di sé
a Dio e agli uomini, a tutti gli uomini,
ai più miseri come ai più fisicamente,
moralmente deformi,
ai più lontani, ai più colpevoli,
ai più avversi.

Ponimi, o Signore, sulla bocca dell'inferno,
perché io, per la misericordia tua,
la chiuda.
Che il mio segreto martirio per la salvezza delle anime, di tutte le anime,
sia il mio paradiso
e la suprema mia beatitudine.
Amore delle anime, anime, anime!
Scriverò la mia vita
con le lacrime e col sangue.
L'ingiustizia degli uomini non ci affievolisca
la fiducia piena nella bontà di Dio.
Parole sempre affocate.
Soffrire, tacere, pregare, amare,
crocifiggersi e adorare.
Lume e pace di cuore.
Salirò il mio Calvario
come agnello mansueto.
Apostolato e martirio;
martirio e apostolato.
Le nostre anime e le nostre parole
devono essere bianche, caste, quasi infantili
e devono portare a tutti
un soffio di fede, di bontà, di conforto
che elevi verso il Cielo.
Edificare Cristo! Edificare sempre!
«Petra autem est Christus!»

 

"Gli annunziò la buona novella di Gesù"

i nostri voti religiosi nel mondo d'oggi per dare ai poveri pane e fede

 

• Guardando a Maria che porta aiuto e porta la gioia messianica
Lc. 1
39 In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda.
40 Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.
41 Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo.
Elisabetta fu piena di Spirito Santo 42 ed esclamò a gran voce: "Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!
43 A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? 44 Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo.
45 E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore".


• Anche la Chiesa dà il pane e il Vangelo così...
C. 8,26ss

26 Un angelo del Signore parlò intanto a Filippo: "Alzati, e và verso il mezzogiorno, sulla strada
che discende da Gerusalemme a Gaza; essa è deserta".
27 Egli si alzò e si mise in cammino, quand'ecco un Etiope, venuto per il culto a Gerusalemme, 28 se ne ritornava, seduto sul suo carro da viaggio, leggendo il profeta Isaia.
29 Disse allora lo Spirito a Filippo: "Và avanti, e raggiungi quel carro".
30 Filippo corse innanzi e, udito che leggeva il profeta Isaia, gli disse:
"Capisci quello che stai leggendo?". 31 Quegli rispose: "E come lo potrei, se nessuno mi istruisce?". E invitò Filippo a salire e a sedere accanto a lui.
32 Il passo della Scrittura che stava leggendo era questo:Come una pecora fu condotto al macello e come un agnello senza voce innanzi a chi lo tosa, così egli non apre la sua bocca.
35 Filippo, prendendo a parlare e partendo da quel passo della Scrittura,
gli annunziò la buona novella di Gesù.
36 Proseguendo lungo la strada, giunsero a un luogo dove c'era acqua e l'eunuco disse:
"Ecco qui c'è acqua; che cosa mi impedisce di essere battezzato?".
38 Fece fermare il carro e discesero tutti e due nell'acqua, Filippo e l'eunuco, ed egli lo battezzò.
39 Quando furono usciti dall'acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo e l'eunuco non lo vide più e proseguì pieno di gioia il suo cammino. 40 Quanto a Filippo, si trovò ad Azoto e, proseguendo,
predicava il vangelo a tutte le città, finché giunse a Cesarèa.

 

1. L'apostolato frutto della docilità allo Spirito
2. Atteggiamento di ascolto e di attenzione ai problemi
3. Il primato della Scrittura nel nostro apostolato
4.I sacramenti rappresentano il culmine dell'evangelizzazione
5. Dare sempre una parola di speranza e un po' di forza per riprendere con gioia
il proprio cammino nella vita

 

1. Vivere i voti oggi

• La sfida della castità consacrata
|P88
La "prima provocazione" è quella di una "cultura edonistica" che svincola la sessualità da ogni norma morale oggettiva, riducendola spesso a gioco e a consumo, e indulgendo con la complicità dei mezzi di comunicazione sociale a una sorta di idolatria dell'istinto.
. La 'risposta' della vita consacrata sta innanzitutto nella 'pratica gioiosa della castità perfetta', quale testimonianza della potenza dell'amore di Dio nella fragilità della condizione umana. La persona consacrata attesta che quanto è creduto impossibile dai più diventa, con la grazia del Signore Gesù, possibile e autenticamente liberante.
Sì, in Cristo è possibile amare Dio con tutto il cuore, ponendolo al di sopra di ogni altro amore, ed amare così, con la libertà di Dio, ogni creatura! questa una testimonianza oggi più che mai necessaria, proprio perché così poco compresa dal nostro mondo.
Essa è offerta ad ogni persona - ai giovani, ai fidanzati, ai coniugi, alle famiglie cristiane - per mostrare che 'la forza dell'amore di Dio può operare grandi cose' proprio dentro le vicende dell'amore umano. è una testimonianza che va incontro anche a un crescente bisogno di limpidezza interiore nei rapporti umani.
è necessario che la vita consacrata presenti al mondo di oggi esempi di una castità vissuta da uomini e donne che dimostrano equilibrio, dominio di sé, intraprendenza, maturità psicologica ed affettiva.


• La sfida della povertà
|P89 . "Altra provocazione" è, oggi, quella di un 'materialismo avido di possesso', disattento verso le esigenze e le sofferenze dei più deboli e privo di ogni considerazione per lo stesso equilibrio delle risorse naturali. La 'risposta' della vita consacrata sta nella professione della 'povertà evangelica', vissuta in forme diverse e spesso accompagnata da un attivo impegno nella promozione della solidarietà e della carità.
Quanti Istituti si dedicano all'educazione, all'istruzione e alla formazione professionale, mettendo in grado giovani e non più giovani di diventare protagonisti del loro futuro! Quante persone consacrate si spendono senza risparmio di energie per gli ultimi della terra! Quante di esse si adoperano a formare futuri educatori e responsabili della vita sociale, in modo che si impegnino ad eliminare le strutture oppressive e a promuovere progetti di solidarietà a vantaggio dei poveri! Esse lottano per sconfiggere la fame e le sue cause, animano le attività del volontariato e le organizzazioni umanitarie, sensibilizzano organismi pubblici e privati per favorire un'equa distribuzione degli aiuti internazionali. Le nazioni devono veramente molto a questi intraprendenti operatori e operatrici di carità, che con la loro instancabile generosità hanno dato e danno un sensibile contributo per l'umanizzazione del mondo.


• La povertà evangelica a servizio dei poveri
|P90. In realtà, prima ancora di essere un servizio per i poveri, 'la povertà evangelica è un valore in se stessa', in quanto richiama la prima delle Beatitudini nell'imitazione di Cristo povero. Il suo primo senso, infatti, è testimoniare Dio come vera ricchezza del cuore umano. Ma proprio per questo essa contesta con forza l'idolatria di mammona, proponendosi come appello profetico nei confronti di una società che, in tante parti del mondo benestante, rischia di perdere il senso della misura e il significato stesso delle cose.


• La sfida della libertà nell'obbedienza
|P91. La "terza provocazione" proviene da quelle " che sottraggono questa fondamentale prerogativa umana al suo costitutivo rapporto con la verità e con la norma morale. In realtà, la cultura della libertà è un autentico valore, intimamente connesso col rispetto della persona umana. Ma chi non vede a quali abnormi conseguenze di ingiustizia e persino di violenza porta, nella vita dei singoli e dei popoli, l'uso distorto della libertà?
Una "risposta" efficace a tale situazione è l'"obbedienza che caratterizza la vita consacrata". Essa ripropone in modo particolarmente vivo l'obbedienza di Cristo al Padre e, proprio partendo dal suo mistero, testimonia che 'non c'è contraddizione tra obbedienza e libertà'. In effetti, l'atteggiamento del Figlio svela il mistero della libertà umana come cammino d'obbedienza alla volontà del Padre e il mistero dell'obbedienza come cammino di progressiva conquista della vera libertà. è proprio questo mistero che la persona consacrata vuole esprimere con questo preciso voto. Con esso intende attestare la consapevolezza di un rapporto di figliolanza, in forza del quale desidera assumere la volontà paterna come cibo quotidiano (cfr Gv 4, 34), come sua roccia, sua letizia, suo scudo e baluardo (cfr Sal 18, 3). Dimostra così di crescere nella piena verità di se stessa rimanendo collegata con la fonte della sua esistenza ed offrendo perciò il messaggio consolantissimo: «Grande pace per chi ama la tua legge / nel suo cammino non trova inciampo» (Sal 119, 165).


• Annotazioni personali (...per parlarne tra noi!!!)
- sul mio apostolato:zelo, campi, difficoltà
- la testimonianza dei miei voti religiosi:gioia o peso? Trasparenza o autoinganni? Cosa rivedere? Come aiutarci reciprocamente?

Accoglienti come Lei
• Maria non è accolta, ma accoglie i poveri

LC. 2"
15 Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: "Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere". 16 Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia.


• Accoglie anche le persone importanti, offrendo sempre... Gesù

MT 210 Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. 11 Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.
Accoglienza nella Chiesa e nel nostro mondo orionino ..


*
• Paolo si stabilì nella loro casa e lavorava
1 Dopo questi fatti Paolo lasciò Atene e si recò a Corinto.2 Qui trovò un Giudeo chiamato Aquila, oriundo del Ponto, arrivato poco prima dall'Italia con la moglie Priscilla, in seguito all'ordine di Claudio che allontanava da Roma tutti i Giudei. Paolo si recò da loro 3 e poiché erano del medesimo mestiere, si stabilì nella loro casa e lavorava. Erano infatti di mestiere fabbricatori di tende. 4 Ogni sabato poi discuteva nella sinagoga e cercava di persuadere Giudei e Greci.


• E di fronte a immancabili difficoltà per un ambiente ostile riceve conforto dal Signore
9 E una notte in visione il Signore disse a Paolo: "Non aver paura, ma continua a parlare e non tacere, 10 perché io sono con te e nessuno cercherà di farti del male, perché io ho un popolo numeroso in questa città". 11 Così Paolo si fermò un anno e mezzo, insegnando fra loro la parola di Dio.


• Stima e valorizza apostolicamente una coppia ben preparata
18 Paolo si trattenne ancora parecchi giorni, poi prese congedo dai fratelli e s'imbarcò diretto in Siria, in compagnia di Priscilla e Aquila. A Cencre si era fatto tagliare i capelli a causa di un voto che aveva fatto. 19 Giunsero a Efeso, dove lasciò i due coniugi, 24 Arrivò a Efeso un Giudeo, chiamato Apollo, nativo di Alessandria, uomo colto, versato nelle Scritture. 25 Questi era stato ammaestrato nella via del Signore e pieno di fervore parlava e insegnava esattamente ciò che si riferiva a Gesù, sebbene conoscesse soltanto il battesimo di Giovanni. 26 Egli intanto cominciò a parlare francamente nella sinagoga. Priscilla e Aquila lo ascoltarono, poi lo presero con sé e gli esposero con maggiore accuratezza la via di Dio
3 Salutate Prisca e Aquila, miei collaboratori in Cristo Gesù; per salvarmi la vita essi hanno rischiato la loro testa, 4 e ad essi non io soltanto sono grato, ma tutte le Chiese dei Gentili;
5 salutate anche la comunità che si riunisce nella loro casa.


• Un ultimo saluto prima di morire per la coppia amica e per un fratello ammalato
2Tm 4,1919 Saluta Prisca e Aquila e la famiglia di Onesìforo.
20 Eràsto è rimasto a Corinto; Tròfimo l'ho lasciato ammalato a Milèto. 21 Affrettati a venire prima dell'inverno.


• Accogliere tutti come S. Paolo. Atti 28

30 Paolo trascorse due anni interi nella casa che aveva preso a pigione e accoglieva tutti quelli che venivano a lui, 31 annunziando il regno di Dio e insegnando le cose riguardanti il Signore Gesù Cristo, con tutta franchezza e senza impedimento.

***

• Parliamone tra noi:
Consacrati/e nello Spirito orionino: FDP-PSMC-ISO, quale accoglienza e collaborazione?


• 15a MOZIONE: Progetto formativo
E' compito della comunità religiosa e dei laici delle singole opere predisporre un progetto formativo che preveda e includa:
a) l'approfondimento della rispettiva vocazione, la conoscenza del Fondatore e dei santi di famiglia (anche laici), la vita della Congregazione, il senso di appartenenza (oltre che all'opera, anche alla Chiesa particolare), l'attenzione alle specifiche problematiche del territorio, la catechesi e la pratica della vita sacramentale, appositi sussidi;
b) Momenti forti di vita orionina: feste di famiglia, attività caritative, pellegrinaggi ai luoghi orionini, tempi di preghiera e ritiri;
c) Nella formazione si rispetti la specificità dei vari gruppi (Amici, Ex-allievi, Volontari, ecc.) e non si trascurino le persone non associate e i simpatizzanti: a tutti siano offerte la comunicazione e le varie opportunità. Quando è possibile, è bene coinvolgere la famiglia intera, anziché i singoli laici.

 

• 1A MOZIONE: INTERVENTI DI FRONTIERA TRA I POVERI PIÙ POVERI
Le attuali povertà materiali e spirituali esigono una forma nuova e diversificata di azione della Chiesa e della Congregazione. La fedeltà al carisma orionino esige la nostra presenza tra i poveri più poveri, organizzando una pastorale di frontiera seguendo la teologia dell'incarnazione e realizzando in tal modo l'inculturazione del Vangelo, che è un grido di vita di fronte alla cultura di morte.
a) La Congregazione, oltre alle opere esistenti sviluppi anche interventi di frontiera, meno istituzionalizzati come risposta alle necessità-emergenze della Chiesa e delle realtà locali. In queste iniziative si valorizzi la collaborazione dei religiosi con laici sensibili e preparati, eventualmente con altre congregazioni ed associazioni umanitarie, ecumeniche...
b) La Congregazione o Provincia, dopo ponderato discernimento comunitario e carismatico, favorisca, sostenga e accompagni i religiosi che, grazie ad un particolare dono, sono disponibili e idonei ad attuare forme caritative di frontiera. La formazione iniziale e permanente educhi alla vita comune e fraterna, di modo che chi opera in queste realtà non perda il senso della comunità e della crescita spirituale.

 

Come Don Orione...
E vorrei farmi cibo spirituale
per i miei fratelli
che hanno fame e sete
di verità e di Dio;
aprire i cuori
alle innumerevoli miserie umane
e farmi servo dei servi
distribuendo la mia vita
ai più indigenti e derelitti;
vorrei diventare lo stolto di Cristo Spogliarmi di tutto!
Seminare la carità lungo ogni sentiero;
seminare Dio in tutti i modi,
diventare un uomo buono
tra i miei fratelli;
abbassare, stendere le mani e il cuore
a raccoglierepericolanti
debolezze e miserie e porle sull'altare,
perché in Dio diventino le forze di Dio
e grandezza di Dio

 

LAVORARE CERCANDO DIO SOLO

Ieri mi trovavo nella camera di un buon prete e là mi cadde lo sguardo su queste parole: Dio solo! Il mio sguardo in quel momento era pieno di stanchezza e di dolore, e la mente ripensava a tante giornate piene di affanno come quelle di ieri, e sopra il turbinìo di tante angosce, e sopra il suono confuso di tanti sospiri, mi pareva fosse la voce affabile e buona del mio angelo: Dio solo! anima sconsolata, Dio solo! Che silenzio dolce e pieno di pace... e nel silenzio Dio solo!
Andavo ripetendo tra me Dio solo! E mi pareva sentire come un'atmosfera benefica e calma attorno alla mia anima!... E allora vidi dietro di me la ragione delle pene presenti: vidi che invece di cercare nel mio lavoro di piacere a Dio solo, era da anni che andavo mendicando la lode degli uomini, ed ero in una continua ricerca, in un continuo affanno di qualcuno che mi potesse vedere, apprezzare, applaudire, e conchiusi tra me: bisogna cominciare vita nuova anche qui: lavorare cercando Dio solo! Lavorare sotto lo sguardo di Dio, di Dio solo!
Bisogna incominciare vita nuova, e bisogna incominciare da qui: lavorare cercando Dio solo! Lavorare sotto lo sguardo di Dio, di Dio solo!.
Ogni azione fatta per far chiasso e per essere visti, perde la sua freschezza agli occhi del Signore: è come un fiore passato per più mani e che è appena presentabile.
Dio solo! Oh com'è utile e consolante il volere Dio solo per testimonio!
Dio solo, è la santità nel suo grado più elevato!
Pagina autobiografica, da L'Opera della Divina Provvidenza, 3.9.1899


Portiamo con noi e ben dentro di noi il divino tesoro di quella Carità che è Dio, e pur dovendo andare tra la gente, serbiamo in cuore quel celeste silenzio che nessun rumore del mondo può rompere e la cella inviolata dell'umile conoscimento di noi medesimi, dove l'anima parla con gli angeli e con Cristo Signore.

 

Un augurio: "Chi vede me vede il Padre" (Gesù)
Chi vede voi possa dire che Gesù cammina ancora con noi sulle nostre strade!!!...