In fondo Lui può fare qualcosa in noi e per noi soltanto se in umiltà ci affidiamo a Lui, confidiamo solo in Lui e in nient'altro. Umiltà è essere, restare nudi davanti a Lui. La vita ci toglie tutto; ma una volta che ci avrà tolto tutto noi saremo pronti a essere veramente umili davanti a Lui, ad affidarci a Lui. In quel momento sarà il Signore a fare la professione di fede nei nostri confronti: "Grande è la tua fede" "Chi avrà perseverato fino alla fine..." diverse volte ritorna questa espressione nei Vangeli... voi che ostinatamente siete rimasti con me fino alla fine...
L'ostinazione è una caratteristica prettamente femminile. Perché tutti siamo bravi a essere ostinati per qualcosa a cui teniamo molto, ma quando le situazioni diventano difficili solitamente scappiamo. La determinazione di andare fino in fondo è invece una caratteristica, una genialità prettamente femminile è tipico delle donne comprendere che proprio il momento più difficile è anche quello più decisivo, durante il quale non si scappa, nel quale bisogna arrestare. Qual è il complimento più bello che la liturgia fa a Maria che soffre?Stabat Mater dolorosa, iuxta crucem Lacrimosa, dum pendebat filius : stava la madre. A umiliazione di tutti coloro che se ne erano scappati, la madre al contrario “stava”.
Che cos'è allora la testimonianza? Che cos'è il pregare? Che cos'è la vita, anche la vita religiosa se non uno “stare” anche quando non conviene più? In questo momento se la Chiesa può rimanere in piedi è perché c'è qualcuno che sta lì e fa quello che il mondo non fa più: prega, spera, ama, adora, riconosce.
E' bello pensare alla grande responsabilità che il Signore ci affida: grazie alla ostinazione di ognuno nel rimanere in Lui il mondo riceverà guarigione. La donna cananea infatti non ottiene una grazia per sè, ma per la figlia. La vita e la preghiera di chi a Dio ha offerto tutto non otterrà Grazia per sé, ma per il mondo.
Affidarsi a Qualcun'altro significa accettare di non ottenere utilità per se stessi, ma per quell'umanità che Dio ha affidato e consegnato a ognuno come fosse una figlia. La nostra preghiera ostinata serve a questo, alla guarigione di quelle famiglie distrutte, di quelle persone che sono completamente affogate delle dipendenze, della gente disperata che non sa come arrivare alla fine del mese, di mamme che sono in fin di vita e vivono dilaniate dal terrore di lasciare i propri figli piccoli in balia di un mondo ingiusto. Questi sono figli affidati a noi, che come la cananea restiamo davanti al Signore, attraversando le diverse fasi, per ottenere la loro guarigione.
E’ bello pregare? A volte sì. Altre volte invece è difficilissimo. Ma c'è chiesta l'ostinazione della preghiera per amore del mondo, che proprio anche grazie alla nostra intercessione riceverà la Redenzione. E’ una grande responsabilità. Dobbiamo imparare a non pensare a noi stessi; ma in funzione di quel grande corpo che è la Chiesa, dobbiamo esercitare una “maternità generativa”: come la cananea, imparare a diventare interpreti del grido degli oppressi, del grido di chi soffre, del grido di chi si sente solo, di chi non trova più una via d'uscita, di chi non prega, di chi non ha più Fede .
Così il Signore dirà: "Grande la vostra Fede". E il mondo sarà guarito. Certo vi chiederete: Ma perché Dio ha bisogno di questa madre per intervenire? Non è onnipotente? Non sa già tutto? Dio può tutto, ma ha fatto una cosa che spaventa molto: ha vincolato la sua onnipotenza alla nostra libertà. Se c'è qualcuno che gli dice sì, Lui interviene; diversamente la libertà della creatura lo può anche fermare. Salvarci contro la nostra libertà non sarebbe amore, ma violenza. Afferma Sant'Agostino: "Il Dio che ci ha fatti senza di noi non ci salva senza di noi".
E noi viviamo in un mondo che non prega più, non crede più, non spera più, non sa dove andare... Per questo ha bisogno di una madre che interceda: affinché questa umanità ritrovi guarigione, salvezza, speranza, senso... in una parola perché possa ritrovare Gesù. L'ostinazione allora è una caratteristica importante è strettamente legata al verbo essere della vocazione di chi ha donato la vita a Dio. Per questo va ripresa in mano e rafforzata. In questo modo anche la fedeltà ritroverà un nuovo significato.
(da “Stabili e credibili” di Luigi Maria Epicoco)


