Lunedì, 17 Agosto 2020 17:00

La chiamata alla santità

Nel libro del Levitico si legge: "Siate santi, perché io, il Signore, Dio vostro, sono santo". Ma chi è il santo? Cosa si intende per santità?

Continua,sui succitati temi, il percorso di spiritualità delle "isoline" che guidate dall'assistente regionale, don Giovanni Carollo, FDP, si pongono in ascolto delle provocazioni che vengono dalla Parola di Dio (Levitico 19,1-3; 11-19 e Matteo 23,27-32 ), dal magistero di Papa Francesco (Gaudete et exultate n.10,21,2535-36-37-39 - 40- 42- 43- 46) , dalla vita di san Luigi Orione(da una lettera che  don Orione scrisse all'amico Canepa ed una indirizzata ai suoi figli in occasione della Pasqua del 1936) , dalla santità "feriale" della Vergine Maria (così come la presenta don Tonino Bello), dalla testimonianza di vita santa di suor Plautilla e di Frate Ave Maria.

In allegato le due presentazioni proposte dal predicatore,e, di seguito, uno stralcio tratto dal libro "Sale e miele" di Luigi Maria Epicoco, che sottolinea come la santità sia il "sale che impedisce alla vita di marcire".

"Una cristianità non si nutre di marmellata più di quanto se ne nutra un uomo. Il buon Dio non ha scritto che noi fossimo il miele della terra, ragazzo mio, ma il sale. Ora, il nostro povero mondo rassomiglia al vecchio padre Giacobbe, pieno di piaghe e di ulcere, sul suo letame. Il sale, su una pelle a vivo, è una cosa che brucia. Ma le impedisce anche di marcire" ( Georges Bernanos, Diario di un curato di campagna)

Se qualcuno ci domandasse del perchè convenga farsi santi, dovremmo rispondere alla maniera di Bernanos: per non marcire. Le cose che rischiano di marcire sono proprio le cose vive, perchè le cose secche, morte non avendo più nessuna vita non corrono alcun rischio.  La santità è il tentativo di mantenere la vita viva, di non lasciare che vada a male. Ecco perchè è sbagliato pensare che la santità consista in un facile buonismo: essa è, piuttosto una dolcezza a caro prezzo, così come solo il sale sa fare su una piaga.

E qualunque sia il modo attraverso cui ognuno vive la vita e la propria Fede, di fondo, c'è quel minimo comune denominatore del Battesimo che ci ha resi figli e che ci ha donato l'interiore certezza di essere amati, di vivere immersi in un campo che ha al suo fondo un destino buono, e di sapere che l'Amore è il presupposto di ogni vita degna di questo nome.Dalla buona riuscita della nostra avventura di vita dipende la qualità del resto del mondo: " Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà rendere salato? ... Voi siete la luce del mondo, non può restare nascosta una città collocata sopra un monte..." (Mt 5,13 - 16) >>

Proponiamo la visione del fim di don Giustino Russolillo, beatificato da Benedetto XVI nel 2011